Rispondi a: MY GOLF: Diario di Aquila80

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Aquila80Aquila80
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12/12/2016

Ieri altra gara 9 buche, seconda tappa del circuito natalizio. Gara più assurda da quando gioco a golf.

Il riscaldamento promette bene, e già questo dovrebbe farmi capire che la giornata in campo non sarà buona, vista la legge non scritta che se la pratica va male il gioco andrà bene, e viceversa…

E infatti nonostante i driver in riscaldamento siano tutti più che buoni, dieci minuti dopo dal tee della 1 parte un mezzo gancio che finisce out… Si parte dunque con una bella X e andiamo sulla 2. Corto par 3, tee shot toppato ma dritto che finisce oltre il green e si chiude in 4. Alla 3 inizio a giocare a golf, tee shot con l’ibrido che finisce a sinistra del green, molto vicino ad un ulivo. Approccio a correre col pitch quasi dato e put che entra col brivido per il par.

La 4 va via senza segnalazioni particolari, chiudo in 5 che porta comunque 3 punti, mentre alla 5 gli alti e bassi tornano ad essere bassi. Driver brutto, basso e mezzo agganciato che finisce a sinistra in rough. Non sarebbe un’uscita difficile, palla mezza infossata ma col 9 dovrei rimetterla in mezzo senza grossi patemi d’animo. E infatti faccio un mega top che dopo due metri sbatte contro un albero e mi torna tra i piedi… Try again. Questa volta esce ma va nel rough dall’altra parte, attaccata a un ulivo. Gli alberi saranno uno dei leitmotiv di giornata, su 9 buche il conteggio tra quelli presi o finiti a ridosso è pari a 5 o 6, non ricordo di preciso. La rimetto in mezzo con un colpetto a correre, ma in sostanza sarà un’altra X, e siamo a due…

La buca 6 la gioco simile alla 3. Ibrido che gira in draw a sinistra del green, solo che qui non ci sono alberi e mi ritrovo nel rough bello pesante, altezza bandiera. Approccio buono ma la buca è proprio su un dosso, e la palla non ha la forza di scalarlo tutto, nè purtroppo di fermarsi prima di appoggiarsi sul bordo. Due put e si chiude in 4.

Buca 7, par 4 con dogleg protetto da out. Driver dritto che passa il fairway e si ferma in rough sulla curva del dogleg. Dopo di me due signori tirano una seconda palla e ci avviamo. Arrivo sulla mia palla, noto un segno di pennarello che non avevo visto prima. Chiamo un compagno e la marco per identificarla. Srixon AD333 n° 3 con scritte azzurre, è la mia. Ferro 9 buono per uscire dal rough e sono a circa 70 metri dall’asta in buona posizione per attaccare il green. Peccato solo che ho giocato la palla di un compagno di gioco, che non aveva dichiarato che palla stesse giocando come seconda, o se lo ha fatto io non ho sentito assolutamente, ed ha messo in gioco una palla identica alla mia, al netto del segno di pennarello… A quel punto tra incazzatura e colpi di penalità marco la mia fantastica terza X in sette buche…

Ormai la gara è andata, quindi senza pensare più a niente sgancio una bella botta col driver alla 8. Palla alta e dritta che atterra poco oltre i 200 metri, non male data l’umidità e il terreno bagnato che non ha regalato rotolo. Sono però ad una distanza dal green per me un po’ critica, tra gli 80 e i 90 metri, che per me sta di mezzo tra il pitch e il 52° Scelgo di andare col pitch impugnato un po’ corto, ma rimango corto al green. Chiudo in 5 e sono altri 3 punti, ma ormai ai punti non ci sto pensando proprio più.

Rimane la mia bestia nera, la 9. Par 5 di oltre 500 metri, doppio dogleg, doppio fuori limite, ostacolo d’acqua e doppio bunker a proteggere il green. Il 90% delle volte segno X, ogni tanto esce un punticino. Altro bel driver, ma sul filo del rough a destra. E sul filo del rough c’è un alberello minuscolo che riesco a colpire di volo… L’ennesimo albero di giornata mi toglie almeno 30-40 metri, visto che mi ributta la palla indietro. Un pizzico di fortuna però c’è, dato che la ributta indietro ma centro pista. Buon ibrido di secondo e sono a 170 metri dal green. Anche se la gara è andata gioco in sicurezza perchè tirare al green da quella distanza per me è quasi impossibile, e oltretutto ho un angolo tale per cui avrei dovuto volare ogni tipo di ostacolo e out. Tiro un 9 e ora sono a 100 metri scarsi con davanti il ruscello e i bunker (i 170 di prima erano in linea d’aria, giocando in sicurezza seguendo il disegno della buca diventano circa 200). Il pitch è buono ma l’allineamento no, sono un paio di metri oltre l’asta ma sul collar. E l’approccio non è semplicissimo, ho davanti un dosso molto pronunciato e la buca è alla mia sinistra sulla discesa del dosso. Scelgo il pitch a correre, cercando di sollevare la palla nella prima parte per non sbattere contro il dosso. Sento un buon impatto, mi giro e vedo la palla che si sta arrampicando bene verso la sommità del dosso e ora sta prendendo la discesa a sinistra per rientrare verso la buca, proprio come volevo. A questo punto gli dei del golf decidono di concedermi qualcosa, e vedo la palla dolcemente entrare in buca senza nemmeno toccare l’asta. Ho fatto par alla 9!!!

E oltretutto alla fine vado a tirare le somme e nonostante le tre X nelle restanti buche ho messo a segno 19 punti, quindi in questa folle giornata sono riuscito addirittura a limare l’hcp!