Rispondi a: Approccio mentale

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Io in niente proprio??? Sarà anche una “tecnica” valida ma le parole che scrive alla fine sono in netta contraddizione con quanto dice prima. Alla fine dice che gioca solo per divertirsi, facile dirlo quando vinci. Se non avesse vinto che sarebbe successo? Le sue teorie e certezze sarebbe andate in fumo. Non conta nulla vincere o perdere conta solo quello che sei.

Per come la vedo io non si è divertito perché ha vinto, ma proprio il contrario; ha vinto perché si è divertito.

Come ha fatto a divertirsi? Ha trovato un approccio mentale (prima e durante il giro) per il quale è riuscito a giocare bene.

Giocare bene = divertimento.

Con questo approccio mentale anche nel momento in cui giocava male è riuscito a “dirsi” di ricominciare a giocare come sa fare.

Inoltre ha giocato un colpo alla volta, senza farsi distrarre dal “voglio vincere” oppure “voglio giocare bene”.

Solo alla buca 18 ha contato i punti (ed erano solo 36, quindi neanche un punteggio straordinario ma nella norma) e qui ci ha messo del suo ed è uscito lo spirito competitivo; ha cercato di vincere.

Si era già divertito, non importava se vinceva o perdeva a quel punto.

Sull’ approccio mentale si può dire di tutto visto che è soggettivo e ci sono una miriade di teorie, ma secondo me conta almeno per il 70% della prestazione golfistica visto che il giro di 18 buche è molto lungo; gli errori che si fanno non sono imputabili ad altri ma solo a se stessi e quindi bisogna superarli (cosa non facile). La pallina è li ferma che ti guarda non è come altri sport in cui la palla è in movimento e gli errori sono imputabili a fattori esterni.

Inoltre tenere la concentrazione per tante ore è complesso (almeno per me): anche questo probabilmente si risolve con un approccio mentale corretto.

Andare sul tee della buca 1 giusto per tirare una pallina a caso non mi diverte.

Ovviamente è un opinione personale, magari del tutto sbagliata.