MIKENET, GOLFISTA CEREBRALE (E NON GIOCA)
Reggere al periodo invernale padano, per il golfista freddoloso quale sono io, diventa un vero e proprio percorso ad ostacoli. Ma ci sono delle cose che ti permettono di passare qualche ora illudendoti di stare su un green e mi posso immaginare sui campi con un piccolo sforzo da transfert da letteratura di settore.
Penick, Harmon, Hogan e altri….oramai mi sembra di conoscerli di persona. Tutti molto belli, sia che siano compendi di pura tecnica o racconti romanzati. Di uno di loro mi ricordo benissimo perchè è il mio preferito. Si tratta della storia di Travis che, a differenza di me, gioca a golf anche con i famosi tre “balsamici” gradi. E pure la mattina di Natale.
Si intitola “Miracolo alla diciasettesima buca”. Miracolo golfistico ovviamente. E’ un libretto semplice, nemmeno tanto lungo. Bhè direi in effetti cortino perchè in un paio di ore lo si legge tutto. Ma mi piace rileggerlo. Perchè riesce a farmi immedesimare nel nostro eroe che gioca a golf la mattina di Natale, a discapito del suo matrimonio, del rapporto con i suoi tre figli e del lavoro tanto noioso quanto a rischio di licenziamento. Quì si parla della magia che ti attraversa tutte le volte che solchi un qualsiasi campo da golf. Basta essere lì. Anche con soli tre balsamici gradi. Anche quando si gioca da soli. Anche quando a casa ci aspettano problemi più grossi di noi. BLAH BLAH BLAH. Siamo sempre in inverno.
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