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Anonimo.
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10 Maggio 2017 alle 7:14 #12887
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Punti: 0io ho un piccolo aggeggio GPS che mi dice esattamente la distanza da inizio e fine green. Io gioco a Rimini, ma l’altro giorno ero in campo a Cervia e il GPS non prendeva e quindi ho dovuto stimare le distanze e mi sono sentito perso in questo mare verde…..
in sostanza mi piacerebbe imparare a valutare le distanze anche senza l’ausilio della tecnologia… ad esempio so che ci sono 2 paletti bianchi e rossi in mezzo al campo che indicano 150 m dall’inizio del green e questo credo che aiuti moltissimo per valutare la distanza nella parte finale del percorso….
voi che tecniche usate?
ed inoltre come fate a valutare la forza del vento, come modificate i bastoni in funzione del vento?
10 Maggio 2017 alle 7:38 #12890Mi piacerebbe sapere se questa perdita del segnale dipende solo dal tuo GPS o succede anche ai vari Garmin, TomTom & co. E soprattutto con quale frequenza. Ti capita spesso bigpitch?
10 Maggio 2017 alle 7:39 #12891I paletti sono l’ unico aiuto in mancanza di un GPS su un campo sconosciuto.
Chiedi sempre se i paletti indicano la distanza a centro o inizio green.
Per quanto riguarda il vento il discorso si complica, forza, regolarità cambi di “sventolate”…in questi casi i rattoni sono la soluzione migliore.10 Maggio 2017 alle 8:29 #12892voi che tecniche usate?
semplice ma efficace:
Bushnell! non perde MAI il segnale. (anche se in caso di nebbia….)
:D :D :D :D
a parte le battute l’unici segnali sono i paletti e i passi da tali riferimenti. Purtroppo la profondità (ad occhio) è un problema per tutti o quasi.
10 Maggio 2017 alle 10:05 #12899Dipende anche dai campi. Nei campi “di livello”, oltre ai paletti a 100, 150, 200mt ci sono le placche in centro pista, con talvolta indicate le distanze sia a centro che a inizio green, e talvolta le distanze sono anche riportate su tutti gli irrigatori sparsi per il campo.
altrimenti il telemetro è l’unica strada se il gps non funziona
10 Maggio 2017 alle 11:13 #12901Che suppongo sia più scomodo e “perditempo”, giusto??
10 Maggio 2017 alle 11:15 #12902Forse avere uno stokesaver tornerebbe utile secondo voi o no?
10 Maggio 2017 alle 11:23 #12903Fino a qualche anno fa i telemetri non c’erano e si calcolava tutto ad occhio, prendendo a riferimento le distanze dei paletti dei 100 e 150 mt.
Inoltre davano la posizione delle bandiere (o con i passi da fronte e dx o sx o con l’indicazione della posizione – A B C o D ad esempio – delle aste, consegnando una mappetta con le misure del green e le posizioni).
Quindi si calcolavano i passi (circa 1 mt a passo) dalle placche per poi calcolare la distanza dalla bandiera.
Pensa che ai tempi si contestava che con il telemetro si sarebbe perso più tempo, io ho sempre sostenuto che era più veloce.
Comunque, calcolando esattamente la distanza con passi e bandiera si andava vicino, facendo ad occhio mi sono accorto di sbagliare anche di più di 10 mt.
Il telemetro è comopdo anche per prendere punti di riferimento dal tee (alberi etc.).
Con un pò di pratica diventa “facile” ma è conveniente sempre il telemtro.Il gps non l’ho mai usato e lo trovo più scomodo.
10 Maggio 2017 alle 12:00 #12904Che suppongo sia più scomodo e “perditempo”, giusto?
il telemetro scomodo?????
perditempo????
non credo proprio. più veloce che contare i passi e più veloce di un gps dove non sai la bandiera dove è posta.
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 11 mesi fa da
Mt14.
10 Maggio 2017 alle 12:18 #12906Quindi tra un orologio GPS Garmin & co. O un telemetro mi suggerite di guardare un telemetro?
10 Maggio 2017 alle 12:25 #12907alleuhr, a sintesi (sul vecchio forum c’erano già varie discussioni in merito)
- sui campi che conosci, puoi fare anche ad occhio. Dopo qualche volta che giochi impari le distanze dai riferimenti naturali (alberi, cespugli, OA, pali)
- se non conosci il campo, sono caxxi. I riferimenti standard (paletti, placche) sono tutto sommato sufficienti, ma ci va tempo a misurare coi passi.
- il gps è molto veloce (purchè abbia segnale…. ma quale usi? io con un garmin S2 da polso non ho mai avuto problemi), funziona anche con condizioni climatiche particolari (nebbia, foschia), ma ti dà solo distanza da inizio/centro/fine green, alcuni modelli anche gli ostacoli principali. Ha anche il vantaggio che hai le misure anche se non vedi la buca (magari sei tra gli alberi, o c’è un dogleg che chiude la vista)
- il telemetro è abbastanza veloce (10 secondi tra prenderlo dalla sacca, misurare, riporlo), è preciso al metro, ci misuri tutto quello che vuoi (magari vuoi fare un lay up sull’esterno di un dogleg ma non vuoi finire lungo tra gli alberi, per dire), ma patisce nebbia/foschia: se c’è troppa umidità nell’aria il laser si riflette sulle goccioline di acqua sospese nell’aria, e allora misura quello che gli pare.
Per darti dei casi reali (io ho sia gps che telemetro): nei 2-3 campi in cui gioco più spesso uso gli occhi, o il gps (più per conferma della distanza stimata, o come gesto automatico, che per reale necessità). Sapendo dove sono le bandiere e conoscendo i green, è facile anche fare a mente le compensazioni necessarie. Nei campi che conosco ma che gioco più raramente uso il gps con frequenza, il telemetro raramente, soprattutto sui tee shot dei par 3, e nei colpi ai green difesi da bunker davanti (misuo il bordo del bunker per capire la distanza che devo assolutamente volare e scegliere il bastone che me lo garantisce). Nei campi che non conosco o gioco quasi mai, uso praticamente solo il telemetro.
Per il vento… dipende: io da ragazzino ho fatto un po’ di vela, quindi so capire da dove viene e stimarlo abbastanza bene, ma mi rendo conto che molti non riescono nemmeno a sentire quale sia la direzione. Di base, se ce l’hai in faccia considera 1 bastone in più, se dietro almeno 1 bastone in meno, anche 2 a volte (brezzolina, vento normale). Quello laterale è poco influente, a meno di vento forte, e comunque meno dei ganci e slice che facciamo da soli.
10 Maggio 2017 alle 12:50 #12908
AnonimoInattivo- Offline
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Punti: 0… Per il vento… dipende: io da ragazzino ho fatto un po’ di vela, quindi so capire da dove viene e stimarlo abbastanza bene, ma mi rendo conto che molti non riescono nemmeno a sentire quale sia la direzione. Di base, se ce l’hai in faccia considera 1 bastone in più, se dietro almeno 1 bastone in meno, anche 2 a volte (brezzolina, vento normale). Quello laterale è poco influente, a meno di vento forte, e comunque meno dei ganci e slice che facciamo da soli.
Io ho sempre avuto l’impressione che, a parità di intensità, il vento contro abbiamo molta più influenza sul volo di palla che il vento a favore; è solo una mai idea?
10 Maggio 2017 alle 13:01 #12909dipende cosa intendi per influenza.
Il vento contro tende ad alzare la parabola della palla, la rallenta, ed esaspera gli errori di direzione: se la palla sta girabndo a dx, ad esempio, con vento contro girerà ancora più a destra (questo discorso vale anche per i putt in salita, occhio, dove la pallina appena rallenta gira molto)
Il vento a favore tende a ridurre l’altezza della parabola, a ridurre un po’ lo spin, aumentando la distanza, e anche il rimbalzo/rotolo successivo. Ecco perchè secondo me l’influenza è maggiore sulla distanza, a pari condizioni. Il vento a favore però tende a raddrizzare leggermente la traiettoria, riducendo un po’ l’effetto di errori (e vale anche nei putt in discesa, dove la pallina rotola molto, ma gira meno a dx o sx)
10 Maggio 2017 alle 13:35 #12910Grazie per la sintesi L’eroina ???
10 Maggio 2017 alle 13:36 #12911Leroi (stupido telefono) ???
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