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Pigi47.
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12 Dicembre 2018 alle 8:04 #27842
Riporto in questa discussione alcuni numeri che Dario, qua sul forum @golfpinerolo, ha riportato in un post su Facebook:
nessun commento , ma solo numeri , a ognuno le proprie considerazioni
dal 01.01.2013 a oggi Sono stati fatti 49.659 nuovi tesserati FIG, di questi a oggi:
2.465 hanno un hcp 0/20
3.113 hanno un hcp 20/30
5.633 hanno un hcp 30/53
17.021 sono NA/GA/54
21.427 non sono più tesseratiinfine dei 98.824 tesserati che lo erano al 31.12.2012 , sono ancora tesserati 62.915, quindi hanno smesso in 35.909
quindi in media circa
10.000 nuovi tesserati ogni anno
11.500 abbandoni ogni annoDario incalza ancora, secondo voi non é particolare che dei 49.659 che si sono tesserati FIG negli ultimi 5 anni ,
17.021 sono NA/GA/54 (quindi in pratica non giocano)
21.427 non sono più tesserati
21.427+17.021= 38.448
cioè 38.448 su 49.659 non hanno ottenuto ciò che volevano e quello per cui si sono tesserati e cioè iniziare a giocare a golf
nessun sistema può pensare di stare in piedi se non soddisfa le esigenze/aspettative di 38.448 su 49.659 clienti
12 Dicembre 2018 alle 8:49 #27845Ciao Wedge,
potresti mettere il link anche al post su Facebook, in modo da poter seguire anche la discussione li? Non so se l’ha messo in qualche gruppo o sul suo profilo….
Per il resto, la mia opinione è sempre la stessa, vengono messi troppi paletti per iniziare… Se il 75% dei nuovi tesserati smette nei primi 5 anni la causa è soprattutto quella… Carta verde data col contagocce, magari dopo decine di lezioni, mesi prima che ti facciano vedere il campo, subito richiesta di associazione, ecc ecc
Pochi vengono subito presi dalla “malattia” del golf e vanno avanti a tutti i costi, pochi si informano online per vedere che possono magari inizialmente fare il tesseramento libero, iscriversi ad un campo pratica e non devono subito pagare la quota del circolo (quando magari non possono manco ancora andare in campo).. ecc ecc
12 Dicembre 2018 alle 9:59 #27846Voglio provare, per una volta, a fare un analisi che non mi compete
Dai dati mi sembra che si sia un discreto interesse verso il golf: 10.000 persone all’anno che sono incuriosite dal golf.
Prima valutazione: perché si avvicinano? Grazie a chi/che cosa? Il merito è della Federazione o delle singole iniziative dei circoli?
Poi però si guasta qualcosa. A fronte di questi 10.000 neo arrivi, ce ne sono molti di più che se ne vanno?
Perché? Non sono capaci? Non gli piace? Non hanno abbastanza tempo? Costa troppo?Sarebbe interessante se ci fosse un’indagine specifica e mirata verso queste persone per sapere perché se ne sono andate e, di conseguenza valutare delle strategie per trattenerli.
Detto questo un dato che emerge chiaramente è che il golf è decisamente difficile: solo l’11% dei nuovi giocatori dal 2013 ha un handicap inferiore a 30 (!!!) e di questi meno della metà è ad un livello “decente” (almeno bogey player)……
12 Dicembre 2018 alle 10:23 #27847Le mie considerazioni da neofita che ha iniziato nel 2018.
Si il percorso per arrivare a giocare è decisamente troppo complicato. Io sono stato preso dalla malattia, eppure più di una volta ho pensato di smettere perché…”non mi facevano giocare”. E quando parlo della mia nuova passione con amici e conoscenti si incuriosiscono, ma appena sentono del percorso a ostacoli iniziale dicono: “non fa per me”.
Però secondo me ancora più importante è il discorso del…”livello decente”. L’impressione è che i golfisti pensino davvero che solo il bogey player sia un livello decente. E a nessuno piace essere indecente. Ho fatto la prima gara a 9 buche, dove non c’erano limitazioni. Ho fatto quasi tutte X lo stesso. La mia impressione non era che tutti pensassero che ero bravo a provarci comunque… ma che ero indecente. Erano amichevoli…fin troppo (la regola di non dare consigli non mi pare molto osservata) ma la sensazione di essere fuori posto era forte. Non mi è venuta voglia di fare una seconda gara a breve.
La mia osservazione da demografo dilettante invece è che, vista anche la struttura per età dei golfisti, non sia sorprendente che molti siano costretti a smettere. sarebbe interessante capire quanti dei 35 mila sono deceduti, o ammalati o impossibilitati per altro motivo.
12 Dicembre 2018 alle 10:58 #27851L’impressione è che i golfisti pensino davvero che solo il bogey player sia un livello decente.
Beh… dai è vero. Passata l’infatuazione iniziale tirarne 1000 ogni volta no è che sia poi così divertente e lo dico per esperienza personale: io sono lontanissimo dal cosiddetto “livello decente”.
Sul discorso “paletti” sinceramente non li trovo così stringenti: un banalissimo corso sulle regole e qualche lezione con un pro per far si che si abbiano i minimi rudimenti su di un gioco difficile. Che poi da qualche parte qualcuno esageri ci può stare, ma per quello che ho visto io mi sembra che i casi in cui si è effettivamente e volontariamente inibito al gioco qualcuno per tempi eccessivi sono decisamente rari.
12 Dicembre 2018 alle 11:11 #27852Quindi stiamo chiedendoci i motivi per cui non ci siano molte più persone disposte a spendere tempo e denaro per praticare un gioco che, al loro livello, non è poi così divertente?
12 Dicembre 2018 alle 11:30 #27853In parte può essere il motivo dell’abbandono.
Io stesso ho più volte pensato di lasciare, dato che il mio livello era talmente disastroso da farmi perdere la voglia di continuare ad investire (tempo e denaro) senza ottenere risultati.
Poi si può comunque giocare senza essere un bogey player, (ti ripeto, io non sono e non sarò mai un bogey player) al momento ho trovato ancora degli stimoli per andare in campo, ma non nego che se continuo a non ottenere miglioramenti può darsi che decida di appendere la sacca al chiodo.
12 Dicembre 2018 alle 11:33 #27854
sloth per la storia dei possibili anziani ritiratisi, e plausibile ma manca il dato sulle età (dentro ci sarà anche una buona quota di ragazzini secondo me).Sulla storia degli handicap alti io la vedrei più come: ci vuole tempo ed assiduità per raggiungere un livello decente ed il golf, come mi ha fatto notare un mio conoscente qualche tempo fa, richiede di avere molto tempo a disposizione (oltre che a detto buoni presupposti fisici) per arrivare ad essere “decente”.
12 Dicembre 2018 alle 11:54 #27855Opportunamente sollecitato da Alby intervengo
I paletti ci sono, e sono troppi, imho: non dico di arrivare al “prendi un bastone e vai in campo”, ma avvicinarsi sì. Al max alla 5a lezione il pro dovrebbe portare qualunque neofita sulle buche, e farlo tirare lì. E non un colpo o due, ma provare proprio a giocare le buche. Magari sull’executive, magari al mattino presto o al pomeriggio tardi, magari in coda ad una gara, insomma in situazioni in cui non si dà fastidio. L’esame delle regole può anche venire dopo: le regole servono per fare le gare, nessuno di noi le rispetta tutte sempre quando gioca in amicizia. Quello che serve per scendere subito in campo – ma è materia della 1a lezione – è l’etichetta.
Sulla decenza/indecenza: devo dare ragione a Sloth. Da neofita ho trovato più piacevole giocare coi one digit, molto più aperti e disponibili, che coi medi hcp. E da medio hcp come sono ora mi rendo conto che sì, cerco di essere gentile, disponibile, ma effettivamente un po’ di fastidio lo trovo. Come mai? probabilmente perchè sono in una via di mezzo tra quello che posso e quello che vorrei, concentrato su me stesso, e vivo il neofita come una distrazione…. mentre quello forte è forte, e quindi gioca il suo indipendentemente dai suoi compagni. Non so se mi sono spiegato bene
12 Dicembre 2018 alle 12:14 #27857Ti sei spiegato benissimo. E penso che la tua spiegazione psicologica possa essere corretta. Ne conseguirebbe che se l’obiettivo è aumentare il numero di praticanti, bisognerebbe trovare il modo di rendere il gioco più divertente per i praticanti scarsi ma SENZA renderlo meno divertente per quelli più bravi. Non so esattamente come si potrebbe fare ma almeno abbiamo individuato quello che, secondo me, è il vero problema. Poi ci sono tanti altri fattori, i costi, la nomea di sport snob, etc….ma secondo me sono secondari.
12 Dicembre 2018 alle 12:49 #27858cioè 38.448 su 49.659 non hanno ottenuto ciò che volevano e quello per cui si sono tesserati e cioè iniziare a giocare a golf
Penso che in questa frase e in questa semplice somma che porta a questi numeri, ci sia tutto il succo di quello che la Federazione sta facendo per il golf italiano.
Personalmente non sono contrario alla Ryder Cup, anzi favorevole, e al fatto che possa essere solo un indebitamento per la Federazione e (si spera do no) possa pesare sullo stato.
- Ma sono di certo contrario a come NON si sta sfruttando a dovere il volano Ryder come invece era stato promesso di fare
- Sono contrario alla NON promozione che la federazione sta facendo del golf in itallia
- Al TG5 uno sprazzo, forse per sbaglio, su Molinari che vince la Race to Dubai e basta
- La Gazzetta dello Sport che non riesce a premiarlo sportivo dell’anno, magri come BEST PERFORMANCE al posto di Icardi ? (tanto erano tutti e due interisti…), nel frattempo Francesco si aggiudica il premio come miglior giocatore dell’anno nel Golf
- L’aumento della tessera, che di certo non aiuta il golf
- L’assenza di idee per aprire il golf a più persone
- Forse anche la mancanza di interesse in tutto questo…
Ecco e potrei continuare a lungo con questo elenco, ma tanto non cambierebbe nulla e i numeri dimostrano questo declino incredibile.
In merito alla considerazione di @Alby
Detto questo un dato che emerge chiaramente è che il golf è decisamente difficile: solo l’11% dei nuovi giocatori dal 2013 ha un handicap inferiore a 30 (!!!) e di questi meno della metà è ad un livello “decente” (almeno bogey player)……
Ripeterò fino alla nausea che in Italia non abbiamo bisogno di 10.000 golfisti nuovi all’anno che diventino tutti 10 di handicap, ma abbiamo bisogno di una grande base di giocatori che siano anche saltuari rendendo quindi lo sport più popolare.
Io ad esempio non so da quanto tempo non faccio una partita di calcio/calcetto (…se per questo anche di golf…).
Basta con l’idea che chi gioca a golf deve per forza diventare un giocatore di gare, scendere di handicap e tutto il resto, possiamo benissimo essere il doppio di adesso di cui però la metà dei tesserati gioca 5 volte all’anno come 5 volte va a sciare con il gruppo del paese….
Non penso che in america o altri stati in cui il golf è diffuso in modo così ampio siano tutti giocatori accaniti, ci saranno quelli che giocano saltuariamente e quelli che giocano in modo più assiduo…
12 Dicembre 2018 alle 12:51 #27859Questo articolo molti di voi lo conosceranno già, secondo me c’è molto di vero.
Trovarsi a proprio agio è importante nella vita.
Chi si approccia al golf e trova, ad iniziare dalla segreteria del circolo, persone l’osservano da capo a piedi e decidono se gli si può consentire l’accesso non è molto propenso a proseguire l’esperienza.
Gioco a golf da 8 anni(ne ho 69) e lo amo tantissimo ma molti circoli secondo me sono infrequentabili per la spocchia di chi li gestisce e li frequenta.
I costi dei green fee, in molti casi esorbitanti, possono scoraggiare chi vuole iniziare a praticare.
Può essere difficile trovare persone amichevoli con cui condividere la passione di questo splendido sport e gioco.
Per uno come me, animato da una forte passione per lo sport non è di certo un problema ma è plausibile che altri, scoraggiati dall’ambiente “ostile” se ne vadano.In definitiva a mio parere sarebbe necessario rendere l’approccio al golf più friendly, come avviene all’estero.
12 Dicembre 2018 alle 13:25 #27860Ti sei spiegato benissimo. E penso che la tua spiegazione psicologica possa essere corretta. Ne conseguirebbe che se l’obiettivo è aumentare il numero di praticanti, bisognerebbe trovare il modo di rendere il gioco più divertente per i praticanti scarsi ma SENZA renderlo meno divertente per quelli più bravi. Non so esattamente come si potrebbe fare ma almeno abbiamo individuato quello che, secondo me, è il vero problema. Poi ci sono tanti altri fattori, i costi, la nomea di sport snob, etc….ma secondo me sono secondari.
Beh, ma per divertirsi a giocare a golf non bisogna per forza fare gare! Anzi, meglio fare un giro in compagnia, con sfida o no, che una gara per forza… Bisogna staccarsi dall’idea delle gare a tutti i costi.
Per far appassionare e iniziare qualcuno dobbiamo essere noi golfisti a portarlo in campo, perchè se arriva da solo al circolo è più incline a scappare e smettere. Per tutti le cose, dalle regole, alle richieste assurde di alcuni circoli e pro (ovvio non tutti) e tanto altro… e luoghi comuni dei garofili… Tutto fa, anche il non far spendere 50€ x una scatola di ProV1 nuove ad un 54 di hcp… eppure ho sentito più volte gente dire che bisogna giocare solo con palline nuove e belle ecc… Ci sta se sei one digit, non per tutti gli altri…
12 Dicembre 2018 alle 18:51 #27861
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Punti: 0Sarò banale ma se non sei capace di fare qualcosa (avere più praticanti) vai da chi è capace, ti fai insegnare e poi provi a fare uguale (ovvero copi come fa lui). Se poi vuoi metterci il tuo tocco personale le fai dopo…dopo che sei diventato capace.
Noi in italia facciamo tutto completamente diverso da come funziona nei paesi dove il golf è diffuso…a me sembra di una chiarezza disarmante.
12 Dicembre 2018 alle 20:09 #27863Esiste la possibilità che io abbandoni il golf italiano. Potrei andare a lavorare in Messico dove pare apriremo uno stabilimento nuovo… Ma ci sono due campi a pochi kilometri, mi sono subito informato!
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