Oggi ho aggiunto un nuovo percorso alla mia collezione, il Parco di Roma. Sfrutto un’offerta di golfpasspartout che con 50 euro, solo per agosto, ti dà due green fee e cart, compagno di viaggio fondamentale su questo percorso con forti saliscendi e buche spesso lontane tra loro.
Stamattina all’arrivo ho la brutta sorpresa di leggere che metà percorso, dalla 4 alla 12, è chiuso per manutenzione. Sbuffo un po’ col ragazzo, dopotutto lo avevo chiamato ieri sera per prenotare, me lo avrebbe potuto anche dire. Dopo qualche minuto, quando col cart stiamo andando sul tee della 1, ci viene incontro per dirci che ha parlato col direttore e se vogliamo possiamo fare tutto il percorso, la manutenzione è solo lo sfalcio dell’erba dopo la chiusura di agosto, quindi al massimo troveremo fairway e rough alti.
Accettiamo di fare comunque tutto il giro, anche perchè per noi è la prima volta qui e quindi vogliamo vedere il campo, ma il rough soprattutto in quelle buche è davvero implacabile. Siamo oltre i 20 cm di media, in pratica passiamo buona parte della giornata a caccia di palline letteralmente inghiottite dall’erba.
Il percorso è molto tosto, non giochi quasi mai coi piedi in piano, ma molto affascinante. Manca acqua, c’è solo un laghetto tra la 17 e la 18, sono invece numerosi i bunker, anche se oggi malmessi, tra erbacce e sabbia stile calcestruzzo. Anche i green se la passano malissimo, pieni di chiazze senza erba. Mancano poi le segnalazioni per il next tee, e in un campo dove le buche sono spesso lontane tra di loro se non avessimo preso al volo la mappina del percorso prima di partire sarebbe stato un dramma. Assenti anche punti di ristoro o quantomeno fontanelle, e il tracciato non prevede il passaggio vicino alla clubhouse prima della fine della 16. In sostanza campo che oggi era in brutte condizioni ma sicuramente bellissimo e molto tecnico, ci tornerò in un periodo migliore.
Quanto al gioco non mi lamento, ho giocato bene in tutti i settori. Non so esattamente quanti punti ho fatto perchè a fine giro ero talmente disidratato che ho lasciato il cart di corsa per andare al bar, lasciando sul cart lo score. Ricordo comunque alcune buone buche, in particolare il par alla difficile 4, par 5 di 500 metri, e a seguire un bel birdie alla 5, realizzato tra l’altro mentre rispondevo a una chiamata per lavoro. Non sempre l’ufficio è nemico del golf
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Questa risposta è stata modificata 7 anni, 9 mesi fa da
Aquila80.
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