17 agosto,
Ci ho messo un po’ a scrivere per la solita mancanza di tempo (e di voglia), mi sono deciso prima di dimenticare i dettagli (anche perché il maledetto Garmin S-20 non mi salva il giro, o io ho sbagliato e non ho risposto”si” alla domanda “vuoi salvare”?).
Intitolerei questo racconto: “Ritorno alle origini”.
Al mio secondo anno di golf (… come se giocassi tutti i giorni…), ed essendo in ferie ed a soli una ventina di chilometri di distanza, mi decido a fare un giro al golf club dove una trentina di anni fa feci le mie prime lezioni di golf da ragazzino: golf club San Michele in Calabria. Il campo è un 9 buche che ho sbirciato da Google maps e dalle foto presenti sul sito del club, l’idea che mi faccio è che è abbastanza impegnativo (soprattutto per il mio livello di gioco).
Telefono per prenotare il fee ed una sacca, mi risponde il gestore, persona squisita e disponibile. Arrivo al circolo che sono le 15:30 e scopro che non hanno uno stroke saver, il gestore di offre di farmi fare un rapido giro del percorso con il cart per avere un idea del campo. Durante il giro chiacchieriamo e scopro che si tratta della stessa persona che gestiva il Club trent’anni fa e che il mio maestro di allora adesso è a Miglianico. Trovo conferma che il pro che mi ha seguito l’anno scorso al mio circolo ha insegnato per un po’ di anni in questo club.
Il percorso è tenuto abbastanza bene, considerando anche che siamo in periodo estivo il fairway non è sempre verde, il percorso è a ridosso del mare (separato dalla superstrada) e non è pianura per cui spesso mi troverò con posizione della palla cui non sono abituato, i green al contrario sono in ottime condizioni e molto più veloci di quelli cui sono abituato di solito.
Faccio un cestino per riscaldarmi e testare i ferri “nuovi” dopo due settimane che non pratico. In sacca ho del materiale misto tra cui un putter Taylor Made mallet che mi sarei aspettato di sentire più pesante ed invece mi sembra più leggero del mio Wilson e non ci prenderò mai confidenza, dei ferri Callaway e soprattutto Ping (credo project x) con cui andrò più d’accordo, il driver non l’ho neanche calcolato dato che ho fatto lezione due giorni prima di partire per le ferie senza averlo mai praticato. Non mi lamento dei ferri misti, sono venuto per divertirmi e con il mio livello non cambierebbe neanche se avessi avuto un set di scope!
Partenza alle 16:15, un bel caldo afoso dopo una (per fortuna) breve pioggerellina. Il percorso è praticamente deserto (raggiungerò due ragazzi alla 9) per cui so già che, nei casi di buche X, continuerò a giocare medal senza alzare la pallina.
Buca 1, par 4 da 360 m, leggero dogleg a sx, strettoia a ridosso del green. Ferro 5 a sinistra del fairway, ho delle piante d’olivo davanti e devo fare layup, peccato che la metto in un punto ancora peggiore sull’altra sponda del fairway, sono in rough con la palla quasi ad altezza ginocchia. Dovrei essere furbo e dichiararla ingiocabile ed invece provo per ben tre volte (…), praticamente è già x, chi ben comincia. Unica consolazione due putt su green molto diversi dai miei soliti con il terribile mallet. Anche il panorama che si gode da questo green e piuttosto consolante.

Buca 2, corto par 3 da 106 m, dato che è in leggera salita opto per un ferro 9 che mi parte come un missile e viene salvato dall’albero sulla destra, spreco un colpo di approccio, e due putt ed è doppio.
Buca 3, par 5 di 506 m, è la più difficile del percorso ed è anche molto spettacolare. Tutta in discesa, con una prima area di atterraggio in piano ed una seconda in zona green. Bisogna fare una salita davvero ripida dal green della due, e fare un altro centinaio di metri prima arrivare al tee. Primo colpo cieco, e se ti va bene il primo, è cieco anche il secondo.

Ferro5 dal tee che zappa (praticamente è colpa del ferro
) e non arriva alla prima discesa. Non ho riferimenti per la direzione della buca per cui vado di ferro 7 e la metto a metà del primo blocco. Dalla nuova posizione non vedo il green e devo fare una ventina di metri per capire in che direzione tirare, e qui inizia il delirio, palla più alta di piedi ma in pendenza a valle… tradotto due zappate senza toccare la palla seguite da un rattone, ecco ora vedo il green ma ho ancora la seconda discesa… Gli errori proseguono per cui sarà x, anche se sul green mantengo la consolante media di due putt.
Buca 4, par 4 in leggera salita con il primo arrivo alla stradina che taglia il fairway in due metà, droppo per ostruzione inamovibile e mi ritrovo i cipressi davanti la linea di tiro per cui layup, con il terzo manco il green (finisco oltre ma mi evito il bunker che ho davanti e che ha un bel muretto da superare), approccio e due putt ed è doppio.
Buca 5, ultimo par 3, 125 m, dritto con un bunker frontale a protezione del green. Vado corto con il ferro 8, approccio e due putt ed è bogey.
Buca 6, par 4, ferro 5 che parte dritto come un fuso ed atterra in centro fairway. Rattono il secondo colpo e con il terzo sono a 20 m dal green, approccio che mi sarebbe piaciuto migliore e mi toccano di nuovo due putt per chiudere.
Buca 7, par 4 con dogleg a sinistra, fairway bello largo. Promette bene… solo che il primo tiro mi viene un mezzo rattone che fa pochi metri a sinistra (quando mai) a pochi centimetri dal FL. Posizione terribile della palla e mi tocca un tiro corto per limitare i danni. Segue una serie di brutti tiri (non li ricordo bene ma non c’è molto da raccontare), fatto sta che arrivo sul green e se imbucassi da 15 m farei un punticino ma c’è ne vogliono ben tre ed è X.
Buca 8, corto par 4 con FL a dx, metà buca è stretta e protetta da alberi, mentre l’altra metà è scoperta e permette una vista favolosa sul mare. Dato che ho la strettoia sul primo tiro e non ho voglia di finire FL, vado di ferro 7 in (presunta) sicurezza. Pallina salva, ma che finisce sotto un grande albero. Mi avvicino alla pallina e mi passa davanti quella che ho supposto essere una biscia (!). Scampato il pericolo non posso fare altro che un colpo a correre per evitare le fronde basse dell’albero. Con il terzo sono a bordo green (sbaglio con le distanze, il Garmin spesso mi ha dato delle distanze su cui l’occhio non è convinto e più di una volta ho sbagliato il ferro). Approccio e due putt ed è di nuovo doppio bogey. Ho raggiunto i ragazzi che avevo davanti (sono sul te della 9 anche loro noto essere dei rattonatori provetti) ed ho il tempo di fare un po’ di foto con il panorama della costa calabra che ho davanti.


Buca 9, par 4 di 373 m, partenza stretta segnata da fuori limite a destra ed acqua sinistra, ultima x di giornata, come per le altre (tanto non ho nessuno dietro che potrei disturbare con il mio “gioco”) la porto fino alla fine. Il green ha l’asta in discesa a sinistra, in fondo con una bella schiena d’asino da superare, complice la stanchezza mi servono 4 colpi per raggiungere la buca con il mallet. Riconsegno l’attrezzatura soddisfatto, al netto della prestazione mi sono proprio divertito. Me ne torno a casa sapendo che alla prossima occasione farò nuovamente un salto al San Michele.
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