Anche io tempo addietro ho adottato la strategia di riporre il drive in sacca a favore del legno3: quando anni prima avevo iniziato a giocare il drive non mi dava grossi problemi, ma da quando l’avevo cambiato cercando attrezzi più performanti (drive Taylormade R1) il livello dei colpi era sceso sia come distanza che come precisione. Certo, quando la colpivo bene facevo anche 220/230 metri, ma la maggior parte delle volte partivano degli slice che mi facevano sempre finire sulla buca a fianco (quando non oltre). Con il legno 3 invece, 190/200 metri senza grossi problemi (anche se ogni tanto uno slice usciva anche lì, maledetto swing) ma comunque nel complesso gli score erano migliorati.
Da allora ho modificato lo swing (con l’aiuto del maestro) e ora con il drive sono in fase di consolidamento: quando sono in giornata positiva ho già raggiunto i 250 metri (distanza per me impensabile qualche anno fa), ma purtroppo sono ancora molto, troppo incostante per cui in gara al secondo/terzo errore abbandono il drive e amen.
Ultimamente ho aggiunto in sacca anche un legno5, perché ho l’obbiettivo di sostituirlo al 3, dal momento che la distanza che si fa dal tee è di poco inferiore (L3 190/200 metri, L5 180/190) ma ha il vantaggio che è mooooooooolto più semplice giocarlo da terra, quindi per il mio livello è una boccata d’ossigeno, soprattutto nei par 5.
@ lukasan: la strategia di abbandonare il drive è buona ma deve essere una cosa TEMPORANEA: quando avrai consolidato lo swing DOVRAI riprenderlo ed imparare a giocarlo, così da diventare un giocatore completo (oltretutto ho notato che gli insegnamenti del mio maestro sul drive sono validi anche sugli altri bastoni).
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