A proposito di promozione del Golf…

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  • #25812
    BeppeGolfBeppeGolf
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    Coccobill…
    Già che parli di Arcieri (ex Bresso Archery Team e Arcieri Monza e B.) e Football americano (WR Grifoni Perugia), andiamo d’accordo… :cappellino:   :cappellino:

    Concordo su tutta la linea.

    Oltre alla comunicazione di cui pecca sicuramente la FIG, inserirei anche la CHIAREZZA…

    Capisco che la manutenzione di un camp da golf necessita di più fondi rispetto ad un campo da tennis o calcetto ma io, con un po’ di lungimiranza e di azzardo, proverei anche a puntare sulla quantità dei frequentatori.
    Iniziare con un’iscrizione di 600-900 euro annue, taglia le gambe a molti.
    Da me, dopo un corso base, viene offerta una iscrizione di 750€ semestrali per la frequenza continua del club, oppure di 450€ annue per il campo pratica e un percorso di 3 buche con la possiblità di utilizzare il percorso 18 buche con uno sconto (probabilmente opterò per questa scelta).
    Leggendo qua e là, vedo che i prezzi di altri clubs sono maggiori… di molto…
    Questo non aiuta molto il golf, relegandolo ad un’elite di “abbienti”, tagliando le gambe a qualche talento senza possibilità economiche.

    Per quanto riguarda la “Cultura Sportiva”… in Italia siamo assolutamente a ZERO…
    2h di FiSEd sono più deleterie che utili…

    Dobbiamo portare a scuola carta igienica e carta per i nostri figli… figuriamoci se l’isituto investe su attività sportive.

    Saluti e forza Niners… :applauso:

    • Questa risposta è stata modificata 7 anni, 9 mesi fa da BeppeGolfBeppeGolf.
    #25815
    CoccoBillCoccoBill
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    Beppe, arciere (compound) dagli anni 80 fino al 1995. Dal 1997 al 2008 arbitro FIAF.

    Sui costi del golf, si, non è a buon mercato. Ma non sei obbligato a partire con una full membership, e ci sono campi dove puoi anche spendere meno di 600€.

    Fare campagne di iscrizioni sottocosto è possibile, sperando di aumentare i soci fino a pareggio. Il rischio però chi se lo prende? Se i soci non aumentano abbastanza, è un bagno di sangue…

    Ci vuole più comunicazione, più pubblicità. Se ricordi, i tempi d’oro del FA in Italia erano anni 70/80, quando le partite NFL erano im chiaro su Italia uno. Quando nel… 1979??? I St George Knights fecero un volantinaggio per costituire la squadra, al primo incontro si presentarono oltre 400 (quattrocento) aspiranti.

    Nel 1997, per organizzare una squadra di FA a 9, dopo lo scioglimento dei SGK, abbiamo passato le pene dell’inferno… NFL su SKY, non in chiaro.

    E ovviamente… GO NINERS!!!  :gogo:

    #25816
    BeppeGolfBeppeGolf
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    Fare campagne di iscrizioni sottocosto è possibile, sperando di aumentare i soci fino a pareggio. Il rischio però chi se lo prende? Se i soci non aumentano abbastanza, è un bagno di sangue…

    Si potrebbero fare agevolazioni per chi inizia… se poi uno si innamora, allora può passare a qualcosa di più completo…

    I giocatori assidui ovviamente risparmierebbero sottoscrivendo un’iscrizione FULL, ma chi va a giocare una volta ogni 15gg o ogni mese non ti a spendere 1500,00 euro l’anno.
    Si dovrebbe ragionare di più sui conti… tutto qui.

    Se ricordi, i tempi d’oro del FA in Italia erano anni 70/80, quando le partite NFL erano im chiaro su Italia uno. Quando nel… 1979???

    Era Canale 5… addirittura Tele AIA… la domenica mattina alle 10.00 :up:   :up:

    NFL su SKY, non in chiaro. E ovviamente… GO NINERS!!! :gogo:

    OVVIAMENTE :up:   :up:   :up:

    #25817
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    Si potrebbero fare agevolazioni per chi inizia…

    ma questo in genere succede. prendo esempio dal mio campo:

    Socio Ordinario 1° Circolo
    1.700,00€

    SOCIO NEOFITA: 800,00 €

    #25818
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    Quale sia la formula per far decollare il golf in Italia è sicuramente una questione molto difficile che richiede soluzioni articolate e tanto tempo, anche semplificare eccessivamente questo tema non è giusto.

    Completamente diverso è invece sapere cosa NON bisogna fare: rimango sempre sbalordito di come si continuano a non vedere alcuni aspetti macroscopici. Se vuoi avvicinare persone ad una attività (complessa aggiungo) le barriere vanno ridotte e non aumentate, le procedure semplificate, i costi ridotti… non è scienza ma buon senso da scuola elementare. Esami, abilitazioni, tessere obbligatorie (pure care) affiliazioni obbligatorie dei circoli, regole sugli anni che devono passare per tornare tesserati liberi… sono cose totalmente assurde ed anacronistiche….bisogna fare (quasi) tabula rasa di tutto ciò. Tutti gli argomenti a difesa dello status quo li trovo inconsistenti, senza offesa per i sostenitori. Non trovo un senso ad essere obbligato a tesserarmi per andare farmi 9 buche ogni 15 giorni, non trovo un senso per sostenere un esame solo quando un maestro dice che posso, non trovo un senso nel dover fare un esame (la maleducazione non si cancella con un esame, dammi un opuscolo su quello che posso o non posso fare in campo e poi vigila di più sul percorso…se voglio fare una gara ok l’esame ma altrimenti a che serve??), ecc…

    E sempre per usare il buon senso della nonna…se dirigi un’azienda che da 10 anni fa ogni anno peggio di quello prima come puoi pensare di avere l’energia per invertire la rotta? I vertici del golf vanno completamente ricambiati, quelli attuali hanno dimostrato nei fatti di non essere in grado di migliorare la situazione: non è un’opinione discutibile, sono i fatti che parlano. Si facciano da parte e lascino provare qualcun altro: non so cosa potrà fare ma se sarà diverso da quello fatto fin’ora almeno non potrà essere peggio.

     

    #25842
    lukasanlukasan
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    WOW! non immaginavo che avrei scatenato una tale discussione.. ma evidentemente è un argomento abbastanza sentito da tutti quanti, perché vorremmo che i praticanti di questo bellissimo sport crescessero sempre di più.

    Mi viene il sospetto che la FIG non abbia invece tutto questo interesse a far crescere il golf in Italia e che sia più interessata a difendere delle rendite di posizione, perché vi giuro che altrimenti non riesco a capire come non si possa trovare una soluzione per far avvicinare più gente a questo sport.

    Se in altri paesi europei hanno più gente che gioca vuol dire che il sistema per attirare gente esiste, quindi prendiamoli ad esempio magari. Sicuramente il primo step da fare sarebbe quello di eliminare barriere. P.es. togliere l’obbligatorietà del tesseramento per chi non vuole fare gare valide a livello nazionale, oppure introdurre un sistema di hcp come negli USA per esempio dove l’handicap viene assegnato da un circolo abilitato dietro presentazione di 5 score validi ottenuti in altrettanti giri effettuati su campi riconosciuti come regolamentari. In questo modo si potrebbe comunque partecipare a gare nei vari circoli d’Italia per chi volesse ma non si obbligherebbero tutti i praticanti a diventare per forza degli agonisti a tutti i costi.

    Addirittura negli USA un gruppo minimo di 10 persone può costituire un circolo “senza campo” e farsi abilitare dalla USGA per il rilascio dell’HCP. Qui siamo proprio nella fantascienza, ma almeno una semplificazione nell’ottenimento dell’handicap per poter andare in campo il prima possibile sarebbe auspicabile.

     

     

    #25850
    CoccoBillCoccoBill
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    In tema semplificazione sono d’accordo al 100%.

     

    #32994
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    Resuscito questa vecchissima discussione per riproporre il tema della promozione del gioco del golf.

    PREMESSA: Da qualche anno per esigenze personali mi sposto molto tra diverse città e oltre al “nomadismo” ho pochissimo tempo per poter giocare sia nel weekend che in settimana. Aggiungo che le gare non rivestono per me nessun interesse e anzi le vivo un po’ con fastidio. Il mio interesse per il golf si riassume in 5/6 volte in campo all’anno magari durante le vacanze. L’iscrizione al mio vecchio circolo non era più economicamente possibile (ci potrei giocare si e no una volta l’anno) e men che meno a qualunque altro circolo, il tesseramento libero impossibile (ero già tesserato FIG) e il tesseramento online onestamente irritante per la sua natura (dovrei pagare una iscrizione ad una federazione che non mi serve + una aggiunta per “servizi” che non mi interessano).

    ANEDDOTO: per la prima volta questa estate mi è stato negato l’accesso al campo perché appunto non ero tesserato FIG. Sicuramente il fatto che le mie 5/6 volte in campo all’anno sono quasi sempre riferite a campi annessi  a resort o simili incide sulla statistica e naturalmente la scelta del club è più che legittima (ognuno a casa sua fa le regole che ritiene; unica perplessità che almeno per due volte nella stessa struttura in anni precedenti non era stata sollevata eccezione ma tralasciamo). La riflessione è un’altra e ve la condivido sotto.

    RIFLESSIONE: Se è vero come è vero che il movimento è agonizzante (calano i praticanti, campi in difficoltà a far quadrare i conti, poca copertura mediatica, percezione all’esterno negativa, ecc.) e la FIG è sicuramente colpevole di tutto questo ma assolutamente tetragona a qualunque critica (vedi recenti elezioni) al “movimento” davvero interessa cambiare marcia e trasformarsi da sport elitario a movimento di massa? Perché se anche la prerogativa di definire le politiche per attuare questo cambio di passo non possono certo ricadere sui singoli club l’idea che nel 2020 ancora esistano strutture (di un movimento che dicevamo prima in difficoltà) che chiedono ad un potenziale cliente di rimettersi in tasca i 70-80 euro che gli vuole dare forse spiega un bel pezzo della poca speranza che un cambiamento possa davvero avvenire.

    PS: per chi si fosse preoccupato della mia giornata  persa fortunatamente ero in zona ad elevata presenza di golf club e con 15 minuti di auto ho trovato un’alternativa anche migliore.

    PS2: il tema della famosa “assicurazione” è già stato sviscerato ed è del tutto irrilevante nel ragionamento.

     

     

    #32995
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    È un cane che si morde la coda, i club hanno bisogno di soldi per stare in piedi (soci e soprattutto gare), molti non vogliono essere soci (chissà perché…) e non vogliono fare gare. Aprire a una configurazione diversa da quella attuale forse farebbe girare ancora meno soldi di quelli attuali (suppongo che abbiano pensato a fare simulazioni del genere), quindi il male minore è lasciare le cose come stanno e provare a recuperare più nuovi appassionati, ma con le stesse regole di adesso. Forse la liberalizzazione la puoi fare se hai numeri migliori di adesso.

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