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Samuste007.
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23 Maggio 2017 alle 12:12 #13272
E’ la frase che in tanti dicono…ma sarà poi vero?
In effetti io ho sempre detto che quello che, almeno a me, ha aiutato molto nello scendere di handicap, è stato l’essere relativamente “lungo”.
Man mano che ho acquistato precisione con il lungo, sono sceso di handicap.
Ed in effetti leggendo l’articolo di the bogey blonde qui: http://www.thebogeyblonde.com/gioco-lungo-o-putt/ la mia sensazione è confermata.
Riporto dei tratti:
secondo la recente analisi quantitativa del golf condotta dal professor Mark Broadie della Columbia University, il golf resta certamente una disciplina di abilità, sportività e numeri, ma quei numeri oggi hanno cambiato pelle. Studiati più in profondità, attraverso statistiche complicatissime condotte dal 2011 su un campione annuo di 1.300.000 colpi effettuati sul Pga Tour, ecco, questi stessi numeri insegnano che il rendimento di un giocatore sul putt rappresenta solo il 15% di ciò che differenzia il gioco degli amateur da quello stellare dei pro.
Il perché lo spiega Roberto Zappa, coach della nostra nazionale femminile: “L’esempio classico in questo caso è Dustin Johnson: in questo momento l’americano è il numero 1 nella classifica dello Strokes Gained Putting. Questi numeri indicano che imbuca più degli altri, non perché la sua abilità sul green sia migliore rispetto al resto dei giocatori, ma perché, se confrontato alla media, generalmente Dustin putta da una distanza inferiore dalla buca”.
Non è un caso dunque se le stesse statistiche raccontano che da cinque metri dalla buca, sul Pga Tour solo il 20% dei putt finisce in buca: più ci si allontana dal bersaglio, più aumenta la difficoltà; più ci si avvicina, più migliora il rendimento.
In buona sostanza, lo Strokes Gained Method di Broadie dimostra come la qualità del gioco lungo sia lo spartiacque che separa un campione stellare da un medio giocatore di Tour, ridimensionando di fatto il ruolo del putter nel confezionamento dello score.
“Ovviamente queste statistiche sono tuttora in evoluzione – spiega Massimo Scarpa, coach della nazionale pro- e non c’è dubbio che mostrino come si imbuchi poco da lontano e come conseguentemente il gioco da tee a green sia oggi l’aspetto più importante. Ma la mia sensazione è che tutto questo sia valido a lungo termine, ma non nel breve periodo. Dal mio punto di vista, nel singolo torneo il putt è e resta decisivo, mentre alla lunga, nella totalità della stagione, è la qualità dei drive e dei colpi al green a risultare più rilevante”.
23 Maggio 2017 alle 13:59 #13275Beh… In effetti, più il bastone è lungo più è intrinsecamente impreciso. Quindi, nel momento in cui hai un primo colpo più lungo e relativamente preciso, i colpi successivi saranno con bastoni più corti e quindi meno imprecisi.
Inoltre, essere precisi con i lunghi molto probabilmente significa essere più precisi anche coi corti, quindi arriverai più facilmente vicino alla bandiera.
A quel punto, a meno di essere una vera scarpa con il put, il punteggio scende per forza.
23 Maggio 2017 alle 16:11 #13278http://houseofgolf.it/forum-di-golf/topic/every-stroke-counts/
Ho lanciato la discussione sul libro di Mark Broadie un paio di mesi fa.
Sono convinto che il Drive e piu importante del Putt.
Specialmente a lungo termine. Ovvio che nel giono in quale uno imbuca tutto il Putt fa la differenza.
Serve il gioco lungo a portare la pallina piu vicino alla buca…… poi si riesce anche a imbucare.
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 11 mesi fa da
Samuste007.
23 Maggio 2017 alle 16:58 #13280più che altro quello che emerge è l’importanza del colpo al green, e non più il putt o il drive.
questo vale anche per noi giocatori della domenica.
23 Maggio 2017 alle 17:01 #13281Sul mio campo ad esempio tiro al massimo 9/10 driver a seconda della giornata mentre invece tra i 30 e i 40 putt, quindi l’influenza del putt è sicuramente maggiore sulla qualità del giro.
Ma, facendo un paragone con la relatività di Einstein, la cosa cambia all’avvicinarsi al par, ovvero man mano che ci si avvicina a giocare con costanza il par del campo (questo è il caso dei PRO e dei One Digit ) diminuisce la valenza del putt ma aumenta l’importanza della distanza.
Però per rendersi conto di questa cosa bisogna per prima cosa arrivarci a giocare vicino al par, il mio meglio è stato fino ad ora un +8 finale e poi avere delle distanze che ti permettano di notare la differenza. Quando si è in giornata e sparare un drive da 260/280 m per poi avere un 56 di secondo in un par da 400m è tutto un altro gioco, dove il putt conta ma fino ad un certo punto.
23 Maggio 2017 alle 17:04 #13282Serve il gioco lungo a portare la pallina piu vicino alla buca…… poi si riesce anche a imbucare.
Beh…
Se sei corto e in putting green non ci arrivi serve a poco saper imbucare da qualsiasi posto.
Se non sei capace a usare il putt ma sei lungo serve a poco fare drive e 52°Le statistiche di cui si parla sono relative ai pro, i cui campo si sono allungati un bel po’ negli ultimi 50 anni.
Per noi pippe (o superpippe) il discorso è ancora diverso
23 Maggio 2017 alle 17:07 #13283più che altro quello che emerge è l’importanza del colpo al green, e non più il putt o il drive. questo vale anche per noi giocatori della domenica.
Parzialmente errato.
Un drive lungo e preciso ti permette di avere un ferro corto al green con la conseguenza che puoi avvicinarti di più all’asta.
In altre parole, se tiri 5 colpi con un pitch e 5 colpi con un ferro 5, quali palline saranno più vicine all’asta?
23 Maggio 2017 alle 17:12 #13284Serve il gioco lungo a portare la pallina piu vicino alla buca…… poi si riesce anche a imbucare.
Beh… Se sei corto e in putting green non ci arrivi serve a poco saper imbucare da qualsiasi posto. Se non sei capace a usare il putt ma sei lungo serve a poco fare drive e 52° Le statistiche di cui si parla sono relative ai pro, i cui campo si sono allungati un bel po’ negli ultimi 50 anni. Per noi pippe (o superpippe) il discorso è ancora diverso
Beh, facendo drive e 52 in una buca vuol dire uscire molto probabilmente con un par o con un birdie se va bene.
Per le “pippe o superpippe” come dici tu il discorso è identico, con la differenza che bisogna mettersi in condizione di tirare un 52 con il terzo e non con il secondo.
La riprova l’hai avuta tu con i 43 punti giocando solo ferro 5 dal tee: due ferri per raggiungere il posto dal quale un one digit gioca il secondo colpo, terzo colpo in green e due put valgono 3 punti per un 36 di hcp.
Insomma “sfruttando” i colpi di handicap per avvicinarsi al green il risultato non cambia (il gioco, però, sì)
23 Maggio 2017 alle 17:30 #13286Personalmente non riesco a trovare un vero elemento nettamente più importante di altri nel gioco.
Sia il drive che il putt, passando per i ferri medi e gli approcci sono tutti egualmente importanti.
Ci sono giocatori che sono lunghi (gente che anche con handicap alti tirava il drive quasi come te) e fanno score pur tralasciando il putt. Al contrario ci sono supersenior che ormai non fanno più distanza ma, avendo giocato bene/molto bene da giovani, riescono ancora a mantenere un handicap in 1° categoria grazie ad un putt fenomenale (chiedere a Bludiscus della signora che gioca nel suo circolo).
Alla fine però se poi il genio della lampada mi proponesse di esaudire un solo desiderio golfistico penso che molto probabilmente gli chiederei la lunghezza :D
23 Maggio 2017 alle 17:31 #13287più che altro quello che emerge è l’importanza del colpo al green, e non più il putt o il drive. questo vale anche per noi giocatori della domenica.
Parzialmente errato. Un drive lungo e preciso ti permette di avere un ferro corto al green con la conseguenza che puoi avvicinarti di più all’asta. In altre parole, se tiri 5 colpi con un pitch e 5 colpi con un ferro 5, quali palline saranno più vicine all’asta?
parzialmente vero quello che affermi
un drive o ferro “lungo” serve se con il colpo successivo sei capace di metterla in green (<100 metri per lo zappatore medio di HCP). Altrimenti hai bisogno di un altro colpo e di conseguenza la tua lunghezza è inutile. E diventa fondamentale metterla in asta per tentare di recuperare il colpo in più con un one-putt
23 Maggio 2017 alle 19:10 #13288il drive è tutto. E vale ancora di più per noi pipponi.
Se sbagli il tee shot molto spesso hai finito la buca, o comunque giochi per il doppio.
Col putt, salvo yips cronici, non si perde lo stesso numero di colpi.
23 Maggio 2017 alle 19:52 #13289Certo che se arrivi al green e poi ti tocca un tiro da 50 m devi essere bravo a dosare il ferro…
23 Maggio 2017 alle 19:53 #13290Volevo dire vicino al green
23 Maggio 2017 alle 21:59 #13291molto probabilmente gli chiederei la lunghezza ?
Parliamo sempre di golf vero Alby ?
Ad ogni modo completamente concorde, ovvio che è meglio avere tutto, ma se sei lungo ti facili la vita….
Per tutti e ripeto per tutti, giocare un ferro corto è più semplice che giocare un ferro lungo, quindi è normale che se un drive anche a rotoloni fa 200 metri il colpo successivo sarà sempre più corto….
A mio avviso è errato non giocare il drive, vero si fa score non lo metto in dubbio strategicamente parlando è corretto ma quando ti togli dalla testa poi la paura di tirarlo nuovamente ?
24 Maggio 2017 alle 10:29 #13308Sul mio campo ad esempio tiro al massimo 9/10 driver a seconda della giornata mentre invece tra i 30 e i 40 putt, quindi l’influenza del putt è sicuramente maggiore sulla qualità del giro. Ma, facendo un paragone con la relatività di Einstein, la cosa cambia all’avvicinarsi al par, ovvero man mano che ci si avvicina a giocare con costanza il par del campo (questo è il caso dei PRO e dei One Digit ) diminuisce la valenza del putt ma aumenta l’importanza della distanza. Però per rendersi conto di questa cosa bisogna per prima cosa arrivarci a giocare vicino al par, il mio meglio è stato fino ad ora un +8 finale e poi avere delle distanze che ti permettano di notare la differenza. Quando si è in giornata e sparare un drive da 260/280 m per poi avere un 56 di secondo in un par da 400m è tutto un altro gioco, dove il putt conta ma fino ad un certo punto.
Vale per tutti i giocatori a tutti livelli in lo stessa maniera!
Un giocatore hcp 0 quanti putt fa mediamente? Direi intorno a 30 putt, 2 di piu o 2 in meno
Un giocatore di hcp 54 quanti putt fa mediamente? Mi metto al lato sicuro e dico 45! 9 volte 3putt e nessun 1 putt.
La differenza tra i 2 giocatori nei putt e di 15 colpi. Restano 39. Anche togliendo 9 colpi di differenza per il gioco corto in torno al green (un altra esagerazione voluta), restano 30 colpi per il gioco lungo, il doppio.
Invece dire “Drive for Show, Putt for money” io direi, “If you can’t Putt you can’t score, but if you can’t Drive you can’t play”!
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