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30 Gennaio 2018 alle 13:14 #22022
Lo “spirito” di Circolo non esiste quasi più.
Perfetto.
Visto che sembra un’eresia il fatto che non esista più, cosa intendete con “spirito di Circolo”? Penso sia qualcosa che va oltre il semplice fermarsi per un paio di birre dopo il giro o il ritrovarsi alla cena sociale a fine anno…
30 Gennaio 2018 alle 13:56 #22026Per me, un circolo dovrebbe significare aggregazione, appartenere ad un circolo dovrebbe essere come tenere per la squadra del cuore, bisognerebbe essere orgogliosi del proprio vessillo e cercare di onorarlo sportivamente.
Forse é la mia età che mi porta a ragionare In questo modo, oggi non esiste più nulla di ciò, il mordi e fuggi ha coinvolto ogni attività. Al mio circolo si va, si gioca e si va via. Aggregazione zero e le eventuali performance delle ns. squadre se ne ha notizia con una mail. Inoltre, specie nei circoli di golf, si ha l’impressione di essere soci finanziatori e basta, appartenenza é una parola grossa.
30 Gennaio 2018 alle 16:51 #22030Pigi concordo con quello che dici del circolo, dell’aggregazione, ho passato praticamente tutta la mia infanzia e le mie estati quando finiva la scuola in un circolo di tennis…. anche se non giocavo i pomeriggi li passavo al circolo.
Con me c’erano altri amici, giocavamo a tennis ma anche ad altro, giochi in scatola, carte, ovvio erano tanti i soci che non vedevano di buon occhio i bambini che correvano o “urlavano”, ti prendi qualche sgridata ma ci sono sempre stato.
Al circolo conoscevo tutti, ero lì dalla sera alla mattina per forza, se avessi avuto al posto di un circolo di tennis un campo da golf probabilmente avrei fatto lo stesso diventando anche più bravo a giocare.
Ferragosto per me era al tennis, con torneo di doppio misto tutto il giorno e grigliata alla sera, ma si parla di un periodo di tempo in cui andavo a scuola, facevo 2 mesi di vacanza, insomma avevo tempo per non fare nulla….
Se fossi adesso ancora in quella città, magari sarei ancora tesserato li a giocare a tennis, ma di certo non passerei tutto il giorno li, ad agosto andrei in vacanza il più possibile al posto di stare al circolo e nel frattempo anche il circolo di tennis è “morto”, forse perchè sono cambiate le priorità o forse anche solo perchè è cambiata la gestione….
Partecipare o non partecipare dipende molto anche da cosa il circolo ti offre, come te lo offre e se coinvolge tutta la famiglia.
Se tutti giocano a golf è più facile l’idea di vivere il circolo, se ad esempio la moglie non gioca con il cavolo che vuole passare li il sabato e la domenica….
Ma se i circoli, dall’interno vedono tutto questo, con i numeri che diminuiscono i prezzi che si devono abbassare, possibile che non fanno nulla ?
30 Gennaio 2018 alle 22:49 #22035
AnonimoInattivo- Offline
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Punti: 0Salve, alcuni mi conoscono per vecchia frequentazione da GolfAcademy. Ero registrato su questo forum da parecchio ma ho perso le coordinate d’ingresso e mi sono registrato nuovamente.
Non temete, questo sarà forse l’unico intervento e poi basta.
Ci tengo a chiarire un paio di punti che ritengo vadano chiariti con riferimento alla chiusura del mio circolo che è oggetto di questo thread.
Bando all’educazione,considerando che quanto viene scritto su questo forum è leggibile anche senza registrarsi suggerirei a chi ha definito “ipocrita” il presidente del mio circolo, di pensare due volte prima di emettere giudizi gratuiti. Forse anche un po a vergognarsi.
Si presuppone che un forum frequentato da golfisti sia almeno in minima parte animato da uno spirito di apprezzamento per le persone che operano con passione in questo mondo.
Nello specifico, non conoscendo né Lorenzo, né Elio sarebbe magari stato utile capire come hanno vissuto gli ultimi 16 anni della loro esperienza al Piacenza golf. Forse solo pochi sono in grado di capire che non sempre dietro l’idea di mettersi in proprio non c’è che l’investimento fatto sul proprio lavoro e sulla propria passione. Non certo capitali riportati in Italia con lo scudo fiscale. Men che meno l’intenzione di fottere qualche povero golfista beota alle prime armi con tariffe fuori mercato. Invece il prevalente commento riportato dalla maggior parte dei forumisti di questo thread è stato un banale riferimento alle leggi di mercato in cui sopravvive solo il più forte. Benissimo. Sorvoliamo sui riferimenti da economia delle finanze da terza elementare e sugli esempi di Amazon e del salumiere sotto casa. L’articolo, per chi se lo fosse perso, sottolineava il fatto che due amanti del golf che gli hanno dedicato tutta la loro vita in un modo o nell’altro, per regole di mercato al di sopra delle loro risorse lavorative ed economiche sono obbligati a smettere e cercarsi altro da fare. Bastava anche un semplice “mi dispiace”. E’ anche buffo che la maggior parte di quelli che hanno scritto qui sopra non abbia chiara la differenza tra un campo pratica con una scuola di golf ed un circolo di golf. Magari gli sarebbe utile sapere che chi impara a giocare in un campo pratica prima o poi si iscrive in un circolo non resta al campo pratica. In sostanza, per un circolo, avere un campo pratica vicino può essere una risorsa se non gli fai terra bruciata intorno e magari cerchi di collaborarci. Questo in parte è quanto successo al Piacenza golf. Tranquillizzo gli economisti da terza elementare, Elio e Lorenzo sono più combattivi che mai e non hanno certo bisogno della vostra solidarietà. Dagli handicap che vedo però nelle schede dei sapientoni qui sopra, suggerisco magari di contattare Elio e Lorenzo per avere qualche lezioncina di golf o farsi fare un set di bastoni decenti dopo avere rovinato quelli di Decathlon. Mi pare infatti che oltre che non capire niente di gestione di campi da golf qui in giro ci sia anche un potenziale ampio bacino di utenza per dare lezioni.31 Gennaio 2018 alle 0:50 #22036Buonasera a tutti,
non avrei mai pensato di tornare a scrivere su un forum di golf ma in questo caso farò uno strappo alle abitudini, visto che in questo thread alcuni di voi hanno tirato in ballo la nostra attività (tra voi vedo anche dei nostri associati) e visto che il tutto è partito dal linkare un articolo del nostro blog.
L’articolo è stato scritto con il cuore, testimoniando un sincero dispiacere per quanto accaduto a una realtà che il nostro gruppo storico di Nextgolf ha vissuto e frequentato in modo diretto e in più occasioni. Personalmente ho passato al Piacenza Golf alcune tra le giornate più intense e colme di passione della mia vita golfistica (ahimè lunghissima). La sensibilità di Elio e di suo figlio Lorenzo, la loro profonda conoscenza tecnica e la loro indiscussa volontà di trasmettere agli altri il senso più profondo di questo sport dovrebbero essere salvaguardate come patrimonio indiscusso, in questo povero golf italiano privo di idee.
Le responsabilità per questa chiusura dolorosa sono molteplici e le ovvietà che ho letto qui non fanno altro che confermare l’incapacità di analizzare cosa sta accadendo al Golf Italiano. Intendiamoci non è vostro obbligo preoccuparvi di questi problemi. Non lo è fino a che avrete campi in cui giocare. E’ però evidente che il gioco al massacro, scatenato ormai da anni, con Circoli che si fanno concorrenza solo giocando al ribasso e solo facendo affidamento sulla leva prezzo, non può portare a nulla di buono. Mettiamoci anche Organizzatori di Gare sempre più aggressivi e giocatori che si abituano a giocare in gara pagando tariffe insostenibili per i bilanci dei Golf. In questo scenario i primi a saltare sono i Circoli che non possono offrire ciò che ormai è svenduto a prezzi irrisori: perchè dovrei frequentare un campo pratica con qualche buchetta quando, con pochi euro in più, gioco 18 buche su un campo da campionato prestigioso?
Prima di essere un organizzatore di eventi io sono (stato) un golfista come voi, magari solo con un po’ più di anni di esperienza che mi hanno permesso di vivere “ere” diverse del golf italiano.
Il mondo in questi ultimi anni è cambiato completamente, la vita scorre più veloce e anche il golf deve adeguarsi, spesso con grande difficoltà. Una cosa non cambia: mantenere un campo da golf costa, costa maledettamente. E quando sentiamo che aumentano le bollette elettriche, per esempio, o il carburante, dobbiamo immaginare gli impianti di irrigazione o i macchinari che girano il campo per tagliare l’erba … In questi anni i costi per giocare sono, invece, progressivamente scesi… pretendiamo il servizio ma non siamo disposti a pagarlo per quello che vale e soprattutto che costa… così i campi devono risparmiare sui dipendenti, poi sulla manutenzione…poi …poi… poi qualcuno comincia ad aggredire i concorrenti con quote iper scontate, fino a portare lo scontro all’epilogo. Noi giocatori abbiamo beneficiato di questo sistema negli ultimi anni, abbiamo abbandonato l’esigenza di “vivere un Circolo da Soci” e siamo diventati fruitori di un servizio, progressivamente più scadente, per ovvie ragioni. Aggiungete le gare a prezzi stracciati e i tesserifici e abbiamo completato il quadro. Su questo punto però sono obbligato a fare una FORTE E DECISA precisazione su quanto ho visto scritto su di noi. Avevamo e abbiamo una quota che comprende al suo interno la tessera FIG è vero, ma è altrettanto vero che non è mai stata spinta ne pubblicizzata con forza da noi. L’abbiamo concepita come richiesta dei nostri più fedeli associati che ci seguono, non certo come scelta strategica come fanno altri. I numeri infatti sono irrisori e non sono certo quelli che fanno stare in piedi la nostra azienda. Quest’anno avremo ancora questa possibilità ma non sarà assolutamente competitiva con le offerte più famose. Per questo, quindi, l’epiteto di “ipocrita” viene rispedito con Forza al mittente del messaggio in questione che, evidentemente, è male informato. Stessa cosa per le quote che offriamo durante le gare: abbiamo la fortuna di proporre da tre anni il torneo amatoriale più grande del mondo , con una finale internazionale ricchissima e prestigiosa. La nostra ambizione è quella di farlo diventare il Circuito più seguito dai giocatori italiani (visto che sembra che quello più amato sia già prenotato da altri
) e il nostro percorso per arrivarci è ancora lungo. Certamente offriamo delle tariffe agevolate, cominciamo ad essere tanti quando ci muoviamo e ai Circoli fa piacere incassare quote da esterni, seppur scontate. A differenza di altri organizzatori che stanno massificando un’unica tariffa, giudicata evidentemente appettibile per tutti, noi non vogliamo seguire quella strada. Noi vogliamo creare quote scontate ma parametrate al Circolo in cui si gioca. Crediamo sia giusto agire così proprio perchè fare pagare una cifra irrisoria in Circoli prestigiosi sta abituando i giocatori al pensiero che quella sia la tariffa corretta. In questo modo i golf club di secondo livello sono costretti a scendere ancora più giù e fatalmente a non starci più dentro. Rigetto anche in questo caso la visione errata fatta passare in questo forum. Rivendico invece e riaffermo che la nostra strategia ha come obbiettivo quello di rendere equilibrato il mercato per tutti. Mercato che, se non torneranno ad aumentare i numeri dei praticanti, è assolutamente difficile e pieno di insidie per chi ci lavora.Erano precisazioni doverose per difendere la nostra idea strategica di golf, che non è solo commerciale ma dentro di se conserva l’amore e la passione che ci guida da sempre.
Tornando alla situazione generale penso che nel nostro golf si sia finora sbagliato molto, non si è compreso il cambiamento sociale avvenuto in questi ultimi anni e non ci si è ancora adeguati. Dove si è cercato di modificare qualcosa lo si è fatto con azioni sconsiderate. Manca una strategia comune, manca la capacita imprenditoriale, molto spesso. Manca anche l’umiltà di andare a vedere cosa fanno le Nazioni più evolute di noi. Certo, manca anche la cultura e il rispetto in noi giocatori: si va a giocare all’estero pagando un green fee quasi sempre sopra i cento euro, senza fare una piega e quando siamo qui in Italia ci lamentiamo se il green fee supera la soglia dei 50 euro. Leggere di paragoni con Amazon o con i voli low cost mi fa solo sorridere… Il golf non può essere paragonato a un acquisto online. Il golf è il gioco più bello del mondo e pretende da tutti noi maggiore rispetto, soprattutto quando svaniscono realtà pure, pulite e appassionate come il Piacenza Golf dei Vergari.
Scusate se mi sono dilungato, buon golf a tutti #weplaythebestgame
Marco
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 3 mesi fa da
marco foi.
31 Gennaio 2018 alle 5:12 #22038salve gio. salve marco.
è sempre un piacere leggervi.
sono ormai 10 anni che ogni primo di gennaio mi chiedo
se la mia minuscola azienda sarà ancora in piedi il primo gennaio dell’anno dopo.
già , pare che le piscine interessino sempre a meno gente .
” è il mercato bellezza “. sto cercando sbocchi e nuove clientele a desta e a manca ma é dura.
è questa la mia elementare conoscenza dell’economia. quando ho
scritto quella frase era anche al mio lavoro che pensavo e se vi è
sembrata arrogante e vi ha arrecato offesa non era mia intenzione
tu gio in particolare che mi conosci bene sai che dopo famiglia e lavoro ciò che
ho di più caro è il golf.
oltre a essere un gioco straordinario mi ha dato la possibilità di conoscere
persone straordinarie come voi e il capitano e pece e virgolo e mignuz e sensibile e sarastro ………e tutti
quelli che non nomino perché finisco l’inchiostro.
è palese il vostro coinvolgimento e il vostro dispiacere : essere parte di un circolo
di cui conosci e stimi da anni i gestori e vedere il loro appassionato lavoro sfumare è
come un lutto familiare.
credo che nessun appassionato golfista qui o altrove possa gioire o fregarsene per
la chiusura di un circolo di golf , grande o piccolo , prestigioso o meno che sia.
non essere direttamente coinvolti ed esprimere opinioni può
ferire chi vive e conosce a fondo la vicenda e i suoi autori ma non credo
ci sia cattiveria nei nostri interventi . opinioni e come tali opinabili .
l’ultimo affettuoso pensiero va alla nostra gloriosa federazione
che tanto fa per il nostro amato gioco e questi sono i risultati.31 Gennaio 2018 alle 7:21 #22042G-boy in quanto titolare del sito ti ringrazio per il tuo primo e ultimo intervento, è stato un piacere averti sul forum per poco tempo con questi toni polemici…
Visto che accusi i nostri commenti, potevi pubblicare un commento anche sotto quell’articolo argomentando meglio le tue tesi e le tue conoscenze sul circolo, perchè così come accusi noi di aver pubblicato commenti generalisti dovresti fare lo stesso contro un articolo del tutto generico che non spiegava affatto i motivi della chiusura ma lasciava intendere tante cose forse in modo sbagliato non credi ?
Spero prima o poi di incontrarti su un campo da golf, da umile 33 che gioca 12 volte all’anno magari potrai insegnarmi qualche cosa di come si sta su un campo da golf
Spero di leggerti ancora su questo forum, con altri toni, altrimenti ci rivedremo sul forum di Golf Academy
31 Gennaio 2018 alle 7:33 #22043@Neroman ti ringrazio per il tuo intervento, più pacato e serio di quello di G-boy precedente al tuo, passa il tempo ma qualche forum di golf resiste ancora alla furia di Facebook, così come il golf legato alle vecchie tradizioni anche il forum lavora in modo differente da Facebook dove la “polemica” e la “notizia” dura un giorno o poche ore….
Leggere di paragoni con Amazon o con i voli low cost mi fa solo sorridere… Il golf non può essere paragonato a un acquisto online. Il golf è il gioco più bello del mondo e pretende da tutti noi maggiore rispetto, soprattutto quando svaniscono realtà pure, pulite e appassionate come il Piacenza Golf dei Vergari.
Detto questo, leggere di paragoni con Amazon e voli low cost dovrebbe far sorridere e poi pensare che sarebbe ora di svegliarsi, perchè questo è il mondo che ci circonda nel 2018 e con tutta la passione che vuoi non si va però da nessuna parte se non siamo commercialmente competitivi, c’è poco da fare c’è poco da dire…
Il Piacenza Golf dei Vergari, non so per quali motivo esatto ha chiuso, forse per delle spese troppo alte magari fosse diventato tesserificio (immagino contro il loro credo di golf) avrebbe tirato su qualche quota in più utile campare…. se invece non vuoi andare contro il tuo credo e la tua mentalità (cosa più che giusta o condivisibile) non puoi pensare però che ci siano quelli che con un obolo ti mantengano in vita no ?
Se alle gare di Next partecipassero solo 10 persone, anche se tu ci metti tutto l’amore e la convinzione di questo mondo, evidentemente non guadagni e quindi o cambi prodotto cercando l’interesse del pubblico (pezzi più bassi, gare diverse, tesserificio o altro) o chiudi…. o sbaglio ?
La passione è fondamentale, il golf è il gioco più bello del mondo, noi lo rispettiamo ma non per questo ci dobbiamo far prendere per il xulo da un sistema che non vuole cambiare e aspetta comodamente seduto su una poltrona le quote degli innamorati del golf, perchè non ha nessuna voglia di adeguarsi al momento storico/economico in cui vive….
P.S. @Neroman voi ad esempio oltre al vostro circuito di gare, fate qualche iniziativa per portare al golf più gente ? Intendo come Next ovviamente, non personalmente come persona, perchè forse amare il golf significa anche e non solo organizzare gare e iniziative (nell’interesse economico proprio e dei circoli) ma inventarsi eventi per portare gente al golf, perchè se la gente diminuisce anche i vostri eventi saranno meno partecipati…
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 3 mesi fa da
wedge60.
31 Gennaio 2018 alle 7:53 #22045Sono andato a cercare il sito web del Piacenza Golf, ma purtroppo mi pare di aver capito che un sito non ci fosse a meno che non sia stato rinnovato il dominio, solo una pagina Facebook.
Posso capire che quando i costi sono tanti, si cerchi di tagliare il tagliabile, ma forse nel 2018 tagliare sulla promozione, sulla comunicazione che passa tutta via internet non è stata la scelta migliore, sopratutto notando che la pagina Facebook del golf è anche aggiornata.
Se quella stessa passione e tempo, dedicato alla pubblicazione di video e contenuti sulla pagina, l’avessero dedicato a curare un sito internet i risultati di visibilità e pubblicità, magari sarebbero stati migliori attirando verso il circolo anche nuovi tesserati incuriositi da questo sport e dalla passione con cui loro la comunicavano…
Penso che sia anche questo che il golf italiano (non nello specifico il Golf Piacenza) non ha ancora capito, che viviamo in un mondo in cui la gente cammina con la testa sul telefono, quindi se non sei presente su internet e non ti fai vedere difficilmente sopravvivi aprendo solo la vetrina….
Riporto due frasi, legate al marketing che esprimono a mio giudizio l’idea che hanno i circoli di golf del marketing:
“Vi sono due tipi di imprese: quelle che cambiano e quelle che scompaiono.”
PHILIP KOTLER“Le aziende prestano troppa attenzione a quanto costa fare certe cose. Dovrebbero preoccuparsi di più di quanto costa non farle.”
PHILIP KOTLER31 Gennaio 2018 alle 9:05 #22046ElFrer grazie per gli apprezzamenti.
Mi rivolgo ora al moderatore.
Il pressapochismo delle tue risposte è imbarazzante. Scrivi e spari sentenze di cose, di persone e di un movimento generale che evidentemente non conosci. Il sarcasmo che utilizzi per rivolgerti a G-Boy è degno di Gene Gnocchi quando parla di Claretta Petacci, ma ce ne faremo una ragione.
Ovvietà che dimostrano semplicemente la tua scarsissima conoscenza dei problemi del golf italiano e in parte giustificano quindi le tue frasi superficiali. Mi chiedo come fai a gestire un portale di golf da anni ed essere così poco DENTRO il golf.
Peraltro se ho scelto di scrivere era solo per rettificare frasi imprecise sulla nostra attività. Mi sono dilungato per passione e per darvi qualche spunto più profondo rendendo la discussione, nelle mie intenzioni, più interessante. Siccome conoscevo bene la realtà del Piacenza Golf ritenevo utile darvi il mio punto di vista. Scusate, quindi, se probabilmente ho perso e vi ho fatto perdere tempo.
Sull’articolo che tu dici essere “del tutto generico e bala bla bla” ribadisco che è stato scritto di getto e con il cuore, senza nessun velleità di spiegare le cause e facendo rapide considerazioni sulle abitudini dei golfisti italiani, di cui facciamo parte anche noi e con cui giornalmente siamo in contatto.
Per rispondere al tuo p.s.: sì abbiamo fatto eventi promozionali più volte, uno enorme vicino a Torino anni fa in un centro commerciale per tre giorni consecutivi, come mai non ne sai nulla? Dove vivi tu? Per l’attività che svolgi dovresti essere un po’ più preparato e attento. Dopodichè Nextgolf, che si è adeguato a questo nuovo mercato, non ha risorse economiche così grandi da potersi permettere un budget fisso, rivolto esclusivamente alla promozione. Siamo sempre e comunque disponibili a dare il nostro contributo in più modi. Vi saluto e buon golf a tutti, come G-Boy, direi che i miei interventi su questo forum possono concludersi qui.
31 Gennaio 2018 alle 9:21 #22049Vi saluto e buon golf a tutti, come G-Boy, direi che i miei interventi su questo forum possono concludersi qui.
Questa è la collaborazione che c’è nel golf, forse è proprio per questo che non si va da nessuna parte, torna su Facebook che è piuggiovane
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 3 mesi fa da
wedge60.
31 Gennaio 2018 alle 9:34 #22051salve.
Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo.
Voltaire (François Marie Arouet)
ecco magari diciamolo senza offendere , altrimenti diventiamo
beceri come i nostri politici.
non è buonismo , solo buona educazione.31 Gennaio 2018 alle 10:02 #22052Vi saluto e buon golf a tutti, come G-Boy, direi che i miei interventi su questo forum possono concludersi qui.
Questa è la collaborazione che c’è nel golf, forse è proprio per questo che non si va da nessuna parte, torna su Facebook che è piuggiovane

Collaborazioni, di qualità, ne abbiamo tante. Fatti una domanda e datti una risposta. Fenomeno.
31 Gennaio 2018 alle 10:34 #22053Il bello della democrazia e che ognuno è libero di esprimere le sue opinioni…
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 3 mesi fa da
wedge60.
31 Gennaio 2018 alle 11:14 #22058Rieccomi: sono l’economista da 3a elementare
Vabbè, avrei un MBA, ma forse devo informare l’università di Bologna che il loro corso vale meno di un hcp single digit con dei ferri fittati…. se ne faranno una ragione, spero. Magari faranno un campo nuovo a Villa Guastavillani, invece di un campus. Che poi, se bastassero hcp basso e ferri buoni a fare dei manager, non si capisce questa crisi dei circoli allora da dove viene….
Battute e punzecchiature finiscono qua. provo a essere serio e razionale.
Innanzi tutto mi scuso: ho dato dell’ipocrita, ma potrei aver travisato l’articolo, mettendo in bocca a Vergari delle frasi (quelle sul “basta pagare meno”) che non sono nel virgolettato, e quindi sono attribuibili non a lui ma all’estensore dell’articolo (Valentina). L’unico punto, questo sì citato, che mi lascia dei dubbi è il riferimento alle persone scorrette, opportuniste, etc; se si fa riferimento ai golfisti, allora il punto non cambia, e il mio giudizio rimane. Ma, nel dubbio, le scuse sono dovute.
Come seconda cosa dico che ovviamente mi dispiace per la chiusura del Golf Piacenza; gioco a golf, almeno ci provo, e mi spiace per la chiusura di qualunque struttura in cui sia possibile farlo, che sia Piacenza, Barolo, la Romanina etc etc.
Ora entro nel merito.
innanzi tutto il post originale di Dario chiedeva un parere dei forumisti sull’articolo linkato. Nell’articolo, oltre al dispiacere per la chiusura del circolo, viene sostenuto in modo sintetico che tale crisi ha due origini: l’opportunismo economico dei giocatori di golf da una parte, l’ottusità e la concorrenza da parte degli altri circoli. Mia nota personale: curioso che non si faccia riferimento in nessun modo alla pochezza assoluta, per non dire nullità, della FIG, ma magari era solo questione di spazio. Su questo (le tesi generiche, che partono da un caso particolare, e se siano condivisibili o meno) i forumisti hanno provato a commentare.
Nello specifico delle tesi, quella sulla colpa dei giocatori opportunisti è una idiozia totale. Chi la sostiene è fuori dal tempo. Possiamo rammaricarcene, strapparci le vesti, pensare che si stava meglio nel passato, ma il dato di fatto non cambia. Sostenere che acquistare golf non è come acquistare su Amazon vuol dire, ai miei occhi, non aver capito dove va il mercato. Io posso essere anche cinico, ma il mercato lo è di più, e un effetto – benchè triste – è la chiusura de circolo di Piacenza. Sostenere che i paragoni col macellaio fanno sorridere è invece offensivo verso il macellaio, o i tanti macellai, o i tanti negozianti di qualunque genere che hanno chiuso per la concorrenza degli iper, come se la loro esperienza non valesse, o valesse meno perchè meno “nobile” dello sport del golf. Io lavoro nel turismo, in una società che tra varie attività ha anche un network di agenzie di viaggio. Il mio settore si scontra da anni con l’opportunismo economico della clientela (quanti di voi sono disponibili a pagare la consulenza di un agente esperto? quanti si informano in agenzia, ma poi prenotano online, squalificando la professionalità dell’operatore? quanti pensano che una settimana a Sharm oltre i 500 euro tutto incluso sia un furto?) con la concorrenza dell’online, con le pratiche scorrette delle OTA estere (online travel agency), con una burocrazia e una legislazione assurda. E’ ipocrita la clientela che si comporta così? no. Lo diventa però se si comporta così quando ha convenienza, ma si lamenta dello stesso comportamento, ne stigmatizza la presunta scorrettezza, quando ad essere toccato è il suo business. Ma non ho mai sentito nessuno – e dico nessuno, e ho una posizione per cui ho a che fare col top management, e conosco top manager di altre aziende del settore – lamentarsi delle decisioni di acquisto della clientela. Quella è, quella dobbiamo capire come gestire, intercettare, riportare da noi. Siamo noi a dover correre, a doversi rimboccare le maniche, a fare investimenti, a dare valore ai servizi che vendiamo, e anche a fare cost cutting (per inciso, il mio gruppo ha il 45% della forza lavoro in meno di 10 anni fa, parliamo di centinaia di persone lasciate a casa); attività che possono aver successo, ma anche no, e anche indipendentemente dalla forza o volontà di chi è in azienda, dato che ci sono N forze esogene che incidono sul mercato.
Posso sicuramente condividere più facilmente la tesi sui circoli ottusi, almeno ragionando per analogia col mio settore. Ma conosco troppo poco del mondo dei Circoli, della FIG, delle associazioni di categoria per sapere se e cosa si muove, si fa, si tenta.
Da ultimo: Wedge a volte sa essere fastidioso anche quanto me, ma questa volta non mi sembra che abbia sostenuto nulla di strano, nè che lo abbia espresso in maniera offensiva. Non mi sembra il caso di insultare. Inoltre wedge non è solo il moderatore, questa è casa sua dato che è il proprietario del forum; forum che, a differenza di altri, è vivo e attivo. Ha quindi, al momento, ragione lui, e non ai punti, ma per KoT.
In bocca al lupo per il futuro.
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