Matteo Manassero e la carta 2018 ?

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  • #18068
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    Quando hai il cannone cosa aggiusti ? La tecnica e la precisione….

    Quando hai la tecnica e la precisione, lavori sulla distanza….

    Serve ? Certo che serve a patto di non perdere il resto, cosa che però ovviamente non puoi dare per scontata perché il golf è un gioco “bastardo” e quindi quando tutto va bene, tu lavori sul tuo punto debole e poi ti si distrugge il resto…. poi magari d’incanto tutto torna come prima…

    :dimenticato:

    #18073
    LeroiLeroi
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    tu lavori sul tuo punto debole  

    forse è quello il problema. Molte teorie in vari campi sostengono che serva di più lavorare sui punti forti, rafforzandoli ulteriormente, che su quelli deboli.

    #18081
    BludiscusBludiscus
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    per questi campioni è così fondamentale rivoluzionare il movimento per guadagnare qualche metro? E’ così necessario fare queste distanze? … quindi concentrarsi sulle distanze è per questi campioni fondamentale?

    Per me si!

    anzi ti posso dire che per me la scelta di Matteo è stata corretta sia nei tempi che nel modo.

    Matteo aveva per un anno cercato di guadagnare la carta del PGA, ma non c’era riuscito pur giocando un ottimo golf, qual’è stato il problema maggiore riscontrato negli Usa era troppo corto per poter sfruttare appieno il suo gioco. Quindi ha dovuto ripiegare sul European Tour qui è riuscito a vincere un torneo fondamentale come il PGA 5 anni di esenzione !!! La vittoria la posto ad un bivio scegliere di rimanere un ottimo giocatore dell’European ( che cominciava il lento declino che l’ha portato al livelloodiero)  o lavorare sullo swing per poter esser competitivo negli Usa. Quello che 30 anni fa aveva fatto Faldo. Purtroppo gli è andata male, ma ha fatto benissimo a provarci.

    Vedendo a posteriori ci si accorge che un giocatore con caratteristiche simili alle sue come Donald è velocemente sparito dai top ten perché non ha potuto far nulla nei confronti dei nuovi bombardieri arrivati dopo il 2010. Consideriamo che rimanere nell’European impedisce ad un giocatore di arrivare a livelli top se non in casi particolari. Basta vedere Francesco che è riuscito a rimanere nel top 50 quando era nell’european Tour grazie alla sua costanza mentre appena ha mancato alcuni risultati è scivolato fuori dai tip 50 con il problema di non poter più partecipare a major wgc.

    #18083
    TaluccioTaluccio
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    Dai che l’anno prossimo rivince a Wentworth e stà tutto apposto

    #18085
    LeroiLeroi
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    Luke Donald ha 2 colpi in più a giro nel 2017 rispetto al 2011 (2 vittorie sul PGA), pur avendo distanza quasi uguale. Ed è peggiorato in tutte le sue statistiche (accuracy, etc etc). Sono 8 colpi in più in 4 giorni.

    Dato che avranno anche allungato un po’ alcuni campi in 6 anni, ma non li hanno tirati con l’elastico, forse il problema non è la distanza.

    Zach Johnson docet, tra gli altri.

    #18086
    Alle_UhrAlle_Uhr
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    E SE avesse semplicemente perso la voglia? Troppo semplicistico?

    #18089
    BludiscusBludiscus
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    Non ci siamo capiti, se sei corto fai molta più fatica a mantereti a certi livelli, appena perdi un po’ di precisione sei molto più in difficoltà nei recuperi

    #18167
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    Partiamo ovviamente dal presupposto che un giocatore di golf, non gioca a golf per i soldi, ma Matteo giocando “male” come sta facendo in questo periodo solo nel 2017 si è incassato 317.613 €, direi che anche giocare male non fa così schifo, certo se perde la carta questi soldi se li scorda….

    #18188
    DUCETDUCET
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    la risposta giusta secondo il mio parere, è che lui abbia voglia di divertirsi un pochino con amici e fidanzate varie. d’altronde in una recente intervista lo ha dichiarato lui stesso. è ancora molto giovane, Garcia ha vinto il suo primo Major all’età di 36/37 anni… quindi, non rimane che aspettare che gli ritorni quella grinta e voglia di vincere come qualche anno fa, le potenzialità non mancano.

     

    #18196
    LeroiLeroi
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    sul “molto giovane” avrei da ridire.

    Guardate i campioni degli altri Paesi, e anche degli altri sport. Non esplodono a 30 anni, esplodono a 16-18 (come ha fatto lui), e poi lavorano duro. A 30 si godono i frutti.

    Garcia ha vinto un Major ora, ma quanti tornei aveva vinto prima? quante Ryder aveva fatto? da quanti anni è con costanza nei top players?

    A me Manassero sembra il classico studente di scuola: potrebbe (ha dimostrato di avere un talento assoluto), ma non si applica.

    Finchè ha giocato spensieratamente, il talento ha prevalso. Ora tra soldi, pressioni, pelo, l’allegria sembra andata, e il talento nascosto. Spero che si riprenda (per lui, io comunque non sono stato nè diventerò suo tifoso), ma me lo vedo in futuro più come pro ben pagato in qualche circolo del Golfo, sinceramente, che a giocare una Ryder, magari a Roma.

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 6 mesi fa da LeroiLeroi.
    #18209
    MignuzMignuz
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    Sicuramente ha perso la spensieratezza e l’incoscienza e spregiudicatezza di un 18enne e questo si vede.

    A quanto dice Grappasonni il problema reale è sul put; in effetti alterna giri ottimi (anche questa settimana a Valderrama) con giri mediocri (troppi).

    Io sono un fan di Matteo e mi dispiace davvero vederlo così, ma non credo sia possibile che riesploda…ma magari qualche altro buon risultato lo farà.

    Certo, 4 anni fa pensavo sarebbe entrato nei primi 20 del mondo, avrebbe lottato per i majors e avrebbe fatto parte della Ryder… leggero cambio di programma: mantenere la carta sullo european tour. :dimenticato:

    #18211
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    wedge60 ha scritto:

    Partiamo ovviamente dal presupposto che un giocatore di golf, non gioca a golf per i soldi, ma Matteo giocando “male” come sta facendo in questo periodo solo nel 2017 si è incassato 317.613 €, direi che anche giocare male non fa così schifo, certo se perde la carta questi soldi se li scorda….

    Effettivamente 317.613 € sembrano tanti. Bisogna però considerare che per ottenerli ha partecipato a 23 eventi. Tolte le spese per iscrizioni, voli, spostamenti, vitto e alloggio, caddy, tasse e quant’altro non credo gli sia rimasto poi molto. Avrà sicuramente degli sponsor che lo aiutano a sostenere tutto questo. Sponsor che, però, non lo vedono più vincere da anni ormai e che vedono, oltretutto, i suoi passaggi televisivi ridotti al lumicino. Se malauguratamente l’anno prossimo non dovesse mantenere la carta non so quanti di questi continuerebbero a sponsorizzarlo.

    #18215
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    Stavo dando un’occhiata alle sue statistiche di gioco: http://www.europeantour.com/europeantour/players/playerid=34788/statistics/index.html

    Ci sono alcuni dati significativi: intanto la sua media score quest’anno (70.49) è la migliore dal 2010 (70.41), nettamente migliorata rispetto agli anni scorse dove si sforava anche il 72.

    Poi la lunghezza del drive non è migliorata sensibilmente: quando vinceva il BMW si aggirava sui 275YDS, oggi è migliore di nemmeno una decina di yards. Quindi il lavoro di allungamento non è riuscitissimo, diciamo.

    Ciò che è peggiorata è l’accuracy sul drive: oggi attorno al 60%, ai tempi d’oro oltre il 70%.

    Bene i GIR, dove pare essere tornato agli antichi fasti, mentre, appunto, malino il putt, con una media di oltre 31 putt  a giro, contro i 29 di quando giocava bene.

    Considerato che i putts per GIR sono 1.81 contro l’1.74 del 2013, vuol dire che fa meno birdie ma soprattutto fa meno approcci e put…forse anche per la meno precisione dal tee.

    In realtà i numero del 2017 non sono così male, il problema che ho visto io è che non riesce a mettere 4 giri buoni di fila, ma è molto incostante.

     

    #18216
    wedge60wedge60
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    In realtà i numero del 2017 non sono così male, il problema che ho visto io è che non riesce a mettere 4 giri buoni di fila, ma è molto incostante.

    Quindi pare che sia un problema più che altro di TESTA che altro…

    #18217
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    Mignuz ha scritto:

    Poi la lunghezza del drive non è migliorata sensibilmente: quando vinceva il BMW si aggirava sui 275YDS, oggi è migliore di nemmeno una decina di yards. Quindi il lavoro di allungamento non è riuscitissimo, diciamo.

    Tra forza, resistenza, velocità e elasticità o flessibilità la velocità è quella che in assoluto non si può migliorare più di tanto. A mio avviso è già molto se all’età di Matteo si riesca a migliorare dell’8-10%. Questo perché la velocità dipende da molti fattori, non ultimo da che tipo di fibra sono costituiti i nostri muscoli cosa, questa, che nessuno può riuscire a cambiare.

    Un conto è se uno è corto perché usa del materiale (bastoni e palline) non adatti o ha delle carenze nella tecnica dello swing. Un altro conto è se uno è corto perché con materiale adatto e buona od ottima tecnica non riesce a sviluppare una maggiore velocità muscolare. Nel primo caso si può sicuramente cercare di migliorare cambiando materiale ed affinando la tecnica mentre nel secondo, a mio avviso, c’è ben poco da fare.

    Non capisco, quindi, su cosa si sono basati per apportare cambiamenti al golf di Matteo. Tecnica e materiale? Miglioramento della velocità con allenamento fisico? Entrambi? E non è possibile che la ricerca di una maggiore reattività e velocità di esecuzione gli abbia sì fatto guadagnare quelle 10 yds ma allo stesso tempo gli abbia rovinato la sensibilità e la percezione del proprio swing?

    A mio avviso il problema sta a monte, su che cosa, cioè, abbiano deciso di lavorare quando hanno intrapreso il cambiamento. Il problema “mentale” è subentrato in seguito. Quando vedi che nonostante gli sforzi e i sacrifici il tuo swing va in pezzi e fai fatica a passare ogni taglio quando prima ti sembrava la cosa più facile del mondo il cervello fa presto ad andare in tilt e tu a perdere la fiducia in quello che stai facendo.

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 6 mesi fa da Dunlop54Roberto Russo.
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