- Questo topic ha 62 risposte, 18 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni, 11 mesi fa da
Samuste007.
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2 Febbraio 2017 alle 8:25 #9514
Sapere che distanza si fa con ogni BASTONE è fondamentale per il golf,magari non all’inizio quando basta mandarla avanti, ma dopo un po’ si. Quello che non trovo utile, o per lo meno non capisco a cosa possa servire, è sapere quante volte ho giocato un ferro piuttosto che un altro. Ai fini del risultato penso sia irrilevante sapere se ho girato in 72 colpi usando per tot buche il ferro 5 piuttosto che il 6.
Sarà che non sono mai stato un appassionato/interessato alle statistiche ma certe cose mi lasciano molto indifferente oltre al fatto che non ho bisogno di una percentuale per sapere quale parte del mio gioco devo migliorare….basta scendere in campo e giocare sempre al meglio e vedere un po’ che succede. Tutto il resto lo si fa con la pratica…non con la calcolatrice. Per esempio se tiro un drive perfetto a centro fairway (fir) , F8 di secondo in green (gir) , e mi lascio un putt da 5 metri. Indovina un po’ cosa devo migliorare?
Il tutto ovviamente imho e senza voler “offendere” nè tantomeno criticare nessuno.
2 Febbraio 2017 alle 9:31 #9521Per esempio se tiro un drive perfetto a centro fairway (fir) , F8 di secondo in green (gir) , e mi lascio un putt da 5 metri. Indovina un po’ cosa devo migliorare? Il tutto ovviamente imho e senza voler “offendere” nè tantomeno criticare nessuno.
Dipende.
Potresti dover migliorare la lunghezza del drive, la precisione del ferro 8 o il put se poi ad esempio fai 3 put.
Anche io non sono un fanatico delle statistiche (a livello di calcolo) ma mi piacciono.
Ad esempio, tenendo le statistiche su golfshot, mi sono accorto che pur pensando di agganciare il drive come errore principale, ho visto che che sbaglio più a destra che a sinistra….forse perchè tendo ad addressarmi a destra perchè aggancio?
Insomma, qualche statistica di riferimento può essere utile al gioco
2 Febbraio 2017 alle 9:35 #9522Il metodo dello stroke gained (che se segui i tornei sul PGA Tour viene continuamente menzionato) migliora notevolmente la precisione statistica rispetto a fairway e green presi per un motivo semplice. Se io manco il fairway di 1 metro o se vado fuori limite o faccio uno slice di 30 metri conta sempre come fairway mancato. Se vado in green a 20 metri dalla buca o manco il green e son nel fringe a 3 metri il primo colpo è un green preso e il secondo no, quando il secondo è un colpo decisamente migliore.
La % di ferri usati può essere utile o no, io penso possa essere utile soprattutto focalizzando su un unico campo; ad esempio se io vado su un campo per me lungo come Margara so che tiro moltissimi ibridi o legni e pochi ferri corti, quindi per fare un buon giro li devo per forza di cose giocare bene quei ferri.. Quanto però incide sul risultato finale rispetto a come approccio o come putto di preciso non lo so, queste statistiche possono aiutarmi (spero)
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Questa risposta è stata modificata 9 anni, 4 mesi fa da
DaniUnchained.
2 Febbraio 2017 alle 10:02 #9524“Sono perfettamente d’accordo a metà con il mister” cit.
Tutti i colpi contano, infatti considero un giro di golf composto da un centinaio di singole gare.
Non ho letto il libro, ma all’inizio anch’io tracciavo le statistiche per verificare quale parte del mio gioco era da migliorare.
Usavo una app per il cellulare (GOLFSHOT credo). Poi con il tempo ho messo perchè:
- mi distraevo troppo dal gioco “giocato” e pertanto mi dimenticavo di registrare tutti i dati
- ho capito che tutte le mie statistiche mi portavano a capire che TUTTO IL GIOCO CORTO è fondamentale per fare score.
Nelle giornate in cui sono assolutamente impreciso dal tee, riesco comunque a fare score se recupero con il gioco corto e tanta fantasia attorno ai green.
Da quando ho capito questo (e vale per me) pratico di più TUTTO IL GIOCO CORTO, con qualche drive in meno.
2 Febbraio 2017 alle 12:51 #9530D’accordissimo! Solo che per far così io ho (erroneamente) abbandonato il gioco lungo (gioco molto nella pitching area è pochi secchi di palline) ed alla fine vado sempre in difficoltà con tutto ciò che supera il ferro 6! ????
Dovrò cambiare strategia di allenamento…?
2 Febbraio 2017 alle 13:17 #9531Per esempio se tiro un drive perfetto a centro fairway (fir) , F8 di secondo in green (gir) , e mi lascio un putt da 5 metri. Indovina un po’ cosa devo migliorare? Il tutto ovviamente imho e senza voler “offendere” nè tantomeno criticare nessuno.
Dipende. Potresti dover migliorare la lunghezza del drive, la precisione del ferro 8 o il put se poi ad esempio fai 3 put. Anche io non sono un fanatico delle statistiche (a livello di calcolo) ma mi piacciono. Ad esempio, tenendo le statistiche su golfshot, mi sono accorto che pur pensando di agganciare il drive come errore principale, ho visto che che sbaglio più a destra che a sinistra….forse perchè tendo ad addressarmi a destra perchè aggancio? Insomma, qualche statistica di riferimento può essere utile al gioco
Le statistiche, da bravo ingegnere sono utili e le sto tenendo anche io.
Andrebbero riviste o andrebbero lette/segnate con una certa flessibilità. Per esempio se il drive finisce per 50cm nel rough e non sul fairway, non lo annoto come fairway preso, ma sicuramente è un’utile indicazione per il mio gioco.
Se lo conteggio come drive a destra, considerarlo alla stessa stregua di un driver finito a destra ne bosco non rispecchierebbe correttamente il mio gioco.
Quindi imho le statistiche son un ottimo strumento, ma la “fredda” matematica deve essere solo un’indicazione, e forse in questo caso, molto grossolana relativa al gioco.
Se devo impegnarmi ad annotare ogni minimo dettaglio del mio gioco, un giro in campo diventa più un lavoro che un divertimento, per lo meno al mio livello e non avendo un caddie che si annota tutte le informazioni.
2 Febbraio 2017 alle 14:23 #9540Ribadisco quanto detto prima ed in altre sedi: per un giocatore ‘di livello’, statistiche del genere possono aiutare ad identificare con più precisione dove ci sono margini di miglioramento.
Io sono lontanissimo dall’averne bisogno, posso facilmente sintetizzare quello che mi serve:
- un colpo affidabile abbastanza lungo da passare quelle buche che iniziano con ostacoli non aggirabili. Diciamo un 160/180 metri di volo con un legno a caso (con i ferri non ho speranze…)
- un colpo medio (80/100 metri) dal fairway o dal rough, con un ferro (quale chissenefrega), più o meno preciso. Magari ci vogliono due colpi per arrivare al green, ma non è un problema.
- un approccio che non sia pateticamente corto o lungo
- un putt decente, che mi permetta di imbucare con una certa costanza dal metro (due putt vanno benissimo, anche tre…)
Dalle ultime uscite al campo, forse l’1 ora c’è, il 4 più o meno, il 2… boh… il 3 lasciamo perdere…
2 Febbraio 2017 alle 14:51 #9543Sapere che distanza si fa con ogni BASTONE è fondamentale per il golf,magari non all’inizio quando basta mandarla avanti, ma dopo un po’ si.
E senza una statistica come posso sapere che cosa e la mia media?
Avro una idea di quello che tiro in campo pratica o ricordo il ferro 9 oltre i alberi (motivo della scelta) che terrava ad un metro della bandiera da 135m!
Ma non e mica la mia media per un ferro 9!
Quello che non trovo utile, o per lo meno non capisco a cosa possa servire, è sapere quante volte ho giocato un ferro piuttosto che un altro.
Non fa nessuna differenza se gioco tanto il ferro 6 o il ferro 5.
ma se gioco quasi mai dei wedge, ma tante volte i ibridi, so a che cosa dare la precedenza durante l’allenamento.
Ai fini del risultato penso sia irrilevante sapere se ho girato in 72 colpi usando per tot buche il ferro 5 piuttosto che il 6. Sarà che non sono mai stato un appassionato/interessato alle statistiche ma certe cose mi lasciano molto indifferente oltre al fatto che non ho bisogno di una percentuale per sapere quale parte del mio gioco devo migliorare….basta scendere in campo e giocare sempre al meglio e vedere un po’ che succede. Tutto il resto lo si fa con la pratica…non con la calcolatrice. Per esempio se tiro un drive perfetto a centro fairway (fir) , F8 di secondo in green (gir) , e mi lascio un putt da 5 metri. Indovina un po’ cosa devo migliorare? Il tutto ovviamente imho e senza voler “offendere” nè tantomeno criticare nessuno.
Una statistica non si può basare su una buca, ma prendo volentieri il tuo esempio.
Il tuo drive era un fir. Bene. Ma se il mio drive fosse 25metri piu corto, anche in fairway pero, il valore sarebbe lo stesso, cioe Fir!
Credo che siamo d’accordo che non lo e.
Idem se dopo tiro un ibrido4 invece del tuo ferro 8, con quale prendo il green, ma a 15 metri.
Poi entrambi facciamo in questo esempio 2 putt.
Entrambi Par, entrambi Fir entrambi Gir!
Con i valori standard delle vecchie statistiche siamo a lo stesso livello.
La verita e diversa, e per questo servono statistiche diverse per misurare bene il gioco.
Con questo nuovo sistema di valutazione, strokes gained, a quale io ho aggiunto un paio di statistiche che vengono fuori gratuitamente visto i dati che inserisco, ti viene fuori quale sono i tuoi colpi forti e quale quelli deboli.
Uso un capitolo del libro per dimostrare meglio cosa intendo dire.
Dal 2000 al 2010 “Il golfista No1” di questo mondo era Tiger Woods!
Il capitolo spiega dove lui era più forte dei altri.
Ovviamente era forte in tutte le 4 categorie, ma quale ha fatto secondo vuoi la differenza in confronto di tutti altri giocatori?
1 Drive
2 Long Game
3 Short game
4 Putt
Sono curioso delle risposte!
Con i sistema tradizionali non si potrebbe arrivare alla conclusione.
2 Febbraio 2017 alle 15:00 #9545Io voto 3, short game.. la capacità di Tiger di togliersi dai guai e recuperare è al livello di Mickelson, anche se meno appariscente e spettacolare…
2 Febbraio 2017 alle 15:02 #9547Mi dispiace.
Risposta sbagliata.
2 Febbraio 2017 alle 15:11 #9548
AnonimoInattivo- Offline
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Punti: 02 – Long Game
2 Febbraio 2017 alle 15:21 #9550Risposta giusta!
Il suo long game era più preciso, quindi era più vicino alla bandiera e di conseguenza dei Putt più facile da imbucare.
Con una statistica solo GIR non ci può arrivare a questa conclusione.
Sarebbe venuto fuori che la parte che fa la differenza e il Putt, visto che ha imbucato di più dei altri.
2 Febbraio 2017 alle 15:36 #9553mah. sicuramente è vero quello che dici ma…. se prendo un Tiger fino al green e poi puttasse come Molinari….. voglio vedere
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Questa risposta è stata modificata 9 anni, 4 mesi fa da
Mt14.
2 Febbraio 2017 alle 15:47 #9555sicuro?
sono le statistiche del 2016
http://www.pgatour.com/players/player.25198.francesco-molinari.html/statistics
http://www.pgatour.com/players/player.28089.jason-day.html/statistics
Molinari ha gained con il suo putting -0.296 colpi ogni giro in confronto della media, cioe e peggio della media, portandosi al 158essimo posto.
Il primo nel putting era Jason Day con 1,130 per giro in confronto della media.
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Questa risposta è stata modificata 9 anni, 4 mesi fa da
Samuste007.
2 Febbraio 2017 alle 15:48 #9556
AnonimoInattivo- Offline
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Punti: 0Beh… in realtà è abbastanza una conseguenza logica.
Se col secondo colpo la metti in green a 1 metro dalla buca forse la imbuco anche io (ho detto forse eh…). Quindi alta percentuale di put imbucati.
Se col secondo colpo la metti in green a 1 metro dalla buca non ti serve il gioco corto (approcci bunker ecc..) per assurdo. Se devi fare un 3° colpo e non sei in green la vedo dura che sei numero 1 al mondo (fai sempre birdie? Non penso)
Con un bel gioco lungo sicuro puoi nascondere anche driver tirati bene ma magari più corti di quelli dei giocatori più potenti.
Sbaglio?
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Questa risposta è stata modificata 9 anni, 4 mesi fa da
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