Every Shot Counts

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  • #9558
    Samuste007Samuste007
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    Sbagli nell senso che tutto e importante.

    Il Driver ti permette di essere piu vicino al Green e di conseguenza di giocare un ferro piu corto che dovrebbe essere piu preciso.

    Anche i migliori non prendono tutti i green, e quindi rimane importante anche il gioco corto.

     

    #9559
    Mt14Mt14
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    sicuro? sono le statistiche del 2016 http://www.pgatour.com/players/player.25198.francesco-molinari.html/statistics http://www.pgatour.com/players/player.28089.jason-day.html/statistics Molinari ha gained con il suo putting -0.296 colpi ogni giro in confronto della media, cioe e peggio della media, portandosi al 158essimo posto. Il primo nel putting era Jason Day con 1,130 per giro in confronto della media.

     

    scusa ma non ho capito una ceppa…. sta cosa vuol dire cheFrancesca putta bene? mi par di no

    • Questa risposta è stata modificata 9 anni, 2 mesi fa da Mt14Mt14.
    #9561
    Samuste007Samuste007
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    La statistica sta dicendo che lui e uno dei peggiori nel PGA Tour 2016 essendo al 158 posto per il putting.

    • Questa risposta è stata modificata 9 anni, 2 mesi fa da Samuste007Samuste007.
    #9563
    Mt14Mt14
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    ecco appunto. quindi Tiger senza il put non sarebbe tiger. magari era il più forte nel lungo ma se non la metti dentro….

    e dubito che Francesco non si alleni sul put….. a quel punto la statistica gli serve poco….

    e Tiger non era forte sul lungo… era forte sul lungo in qualsiasi posto si trovasse. infatti la metteva in green da ognidove dato che non era il più preciso dal tee

    • Questa risposta è stata modificata 9 anni, 2 mesi fa da Mt14Mt14.
    #9564
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    Sbagli nell senso che tutto e importante. Il Driver ti permette di essere piu vicino al Green e di conseguenza di giocare un ferro piu corto che dovrebbe essere piu preciso. Anche i migliori non prendono tutti i green, e quindi rimane importante anche il gioco corto.

    Ok che tutto è importante (ci si allena su tutti i colpi a qualsiasi livello , direi ovvio), ma secondo me non si può fare a meno del gioco lungo (non c’è put o approccio che tenga).

    In questo caso si parlava di numero 1 al mondo, quindi ho pensato a quale dei 4 punti del gioco che avevi indicato che poteva contare di più per arrivare a quel livello. Un buon gioco lungo mi può aiutare a sopperire ai problemi che ho negli altri 3 punti (per essere numero 1 deve fare i birdie, non i par).

    Comunque l’importanza del gioco lungo in confronto agli altri punti la noto anche io nel mio piccolo (molto piccolo). Poi ovvio che tutto conta, ma io una mia classifica me la sono fatta (semplificando un po’):

    1. Gioco lungo
    2. Putt
    3. Gioco Corto
    4. Driver

    Poi ovvio che tutti dicono che la parte più importante è il gioco corto….

    Ci sono esempi di campioni che pur di non usare il sand puttano da 50 metri (es. Lauten) e vincono anche qualche torneo.

    Altro luogo comune (sempre secondo me): col put la buca va sempre superata…. boh… in realtà col put bisogna imbucare e basta. Poi se la palla si ferma 10 cm prima della buca o 10 cm dopo non cambia nulla perché è un colpo sbagliato e basta.

    Col putt io guardo come rotola la palla, se si ferma prima o dopo non mi interessa.

    #9566
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    ecco appunto. quindi Tiger senza il put non sarebbe tiger. magari era il più forte nel lungo ma se non la metti dentro…. e dubito che Francesco non si alleni sul put….. a quel punto la statistica gli serve poco….

    Giusto. Ma se la metti a 1 metro (a qui livelli) la imbuchi; e se non la metti a 1 metro, a quei livelli, per il birdie non sei il numero 1 al mondo per tutti quegli anni. E aggiungo anche che probabilmente la sua forza, oltre alla tecnica, era la “testa” (e mi sa che non c’è nelle statistiche la componente “testa”).

     

    #9568
    Mt14Mt14
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    potrei essere d’accordo ma…. Tiger NON la metteva ad un metro e se Francesco si sostituisse  aTiger SOLO sui put….. non avrebbe vinto tanto quanto lui

    la sua forza, oltre alla tecnica, era la “testa” (e mi sa che non c’è nelle statistiche la componente “testa”).

     

    e su questo non ci sono dubbi!

     

    • Questa risposta è stata modificata 9 anni, 2 mesi fa da Mt14Mt14.
    #9570
    FugoFugo
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    Ma il discorso del putt che è meglio sbagliare andando lungo che corto ha un senso perché anche se sei in traiettoria giusta se vai corto comunque non la inbuchi. Quindi a parità di traiettoria meglio superare la buca. Per me giustissimo.
    Poi per quanto riguarda le statistiche a un Pro può servire perché a un certo livello conta tutto. Tutti i giocatori che sono nei primi 50 posti al mondo sanno fare bene più o meno tutti i colpi (con le dovute differenze). La differenza a quel punto la fanno davvero i dettagli.
    Come in tutti gli sport del resto, nel nuoto o sci, ad esempio, fanno la differenza i centesimi di secondo quindi anche solo un piccolo movimento migliorato può portare alla vittoria.
    Ma per un giocatore amatoriale penso che sia eccessivo ed inutile. Poi ognuno sa dove deve migliorare e deve pure vedere se mai ce la farà ?

    #9572
    magicmikemagicmike
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    Premetto che non amo le statistiche assolutamente, ma mi incuriosisce chi gioca usandole e fa i calcoli a fine gara per vedere su cosa deve allenarsi il giorno dopo.

    Io so dal CP più o meno quanto faccio con ogni bastone e quanto è il mio range di errore con il colpo preso non in centro faccia o leggermente tagliato che sono i miei errori standard, questo mi basta per sapere che bastone devo tirare per arrivare a quella bandiera e cosa devo considerare nei suoi dintorni in funzione dei miei possibili errori.

    Detto questo non credo servano statistiche per sapere che il drive lo devi tirare in pista, i ferri li devi mettere ad un metro e quando non lo fai devi essere capace di metterla data con l’approccio o fare al massimo due put da 15 metri. Non è una questione di statistiche, queste cose le devi saper fare tutte e se non ne sei capace a cosa ti serve sapere statisticamente che sei storto con il drive o non imbuchi mai? Lo vedi da solo…

    In ogni caso è giusto che ognuno possa utilizzare il metodo che ritiene migliore soggettivamente.

    #9573
    Alle_UhrAlle_Uhr
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    Dai, eccessivo no, fa comunque parte del divertimento di questo gioco, alla pari con gadget, misuratori di distanza, acquisto compulsivo di ferri e chissà che altro.  ?

    #9575
    ELFRERELFRER
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    salve.
    il mio parere è che le statistiche siano importanti , 
    di cosa vivrebbero le assicurazioni altrimenti?
    personalmente non le uso per più di un motivo:
    A) sono pigro 
    B) lo strumento ( a parte i bastoni e le palline) più tecnologico che ho in sacca è una matita rosso-blu
    C) conosco esattamente l’anello debole del mio gioco ( il secondo colpo medio lungo al green)
    D) le mie chiacchiere bastano e avanzano ( a me a ai miei disgraziati compagni di gioco) per distrarmi dal gioco senza prendere  ulteriori e devianti “appunti”.
    E) quando il buon Dio decide di guardar giù , non c’è statistica che tenga.
    ora tornando allo sviluppo del gioco riporto i pareri di due “imparati  ” sui tre
    bastoni , nell’ordine, più importanti della sacca:
    harvey penick ” putter,driver,wedge”.
    ben hogan ” driver,putter,wedge”.
    queste due colonne del più nobile dei giochi ( nell’insegnamento e nel gioco giocato)
    hanno mescolato gli addendi per ottenere l’identica somma : un gioco solido ed efficace.
    infine voglio spezzare un femore ( le lance le avevano finite) in favore di silpion che
    apparentemente sembra bestemmiare quando nega il luogo comune ( ma inconfutabile al fine dell’imbucata)del put che deve superare la buca.
    torno al ” libretto rosso del golf ” di harvey , pag.97 e siccome
    non ho copia e incolla , vi prego almeno di apprezzare lo sforzo di trascrizione.

    “odio il vecchio motto che dice .”se non passi la
    buca , non entri mai”.
    è vero che una palla che non arriva mai alla buca
    non vi finirà mai dentro , ma lo stesso vale per una
    palla che la supera di molto……
    ……..la buca è larga solo due centimetri e mezzo per
    un putt giocato troppo forte . mentre è larga dieci
    centimetri per una palla che muore in buca.
    inoltre è molto più facile imbucare un putt quan-
    do siete rimasti corti di trenta centimetri che non
    quando avete passato la buca di 90 , specialmente se
    il primo putt era un salita……….

    #9577
    Mt14Mt14
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    Ma il discorso del putt che è meglio sbagliare andando lungo che corto ha un senso perché anche se sei in traiettoria giusta se vai corto comunque non la inbuchi.

    è proprio questo il concetto.

    certo che se vai lungo di 2 mt ovvio che non imbuchi lo stesso dato che sbatterebbe sul bordo e uscirebbe comunque

    • Questa risposta è stata modificata 9 anni, 2 mesi fa da Mt14Mt14.
    #9580
    DaniUnchainedDaniUnchained
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    Direi che la differenza principale è che se sbagli il put passando la buca di qualche centimetro reagisci con un “peccato!”, mentre se sbagli il put restando corto di qualche centimetro sulla linea giusta imprechi in modi decisamente più coloriti 

    #9581
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    Quindi riassumendo, mi sa che farò così:

    1. Leggerò il libro di Mark Brodie (a sto punto mi ha incuriosito). Spero ci sia anche in italiano.
    2. Leggerò i libretti di Harvey Penick (mi sembra il minimo).
    3. Giocherò tanto a golf (come di dice Falk): va bene leggere, ma poi sul campo c’è da imbucare.
    #9582
    Samuste007Samuste007
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    Quindi riassumendo, mi sa che farò così:

    1. Leggerò il libro di Mark Brodie (a sto punto mi ha incuriosito). Spero ci sia anche in italiano.
    2. Leggerò i libretti di Harvey Penick (mi sembra il minimo).
    3. Giocherò tanto a golf (come di dice Falk): va bene leggere, ma poi sul campo c’è da imbucare.

    Il libro di Marc Broadie esiste, fin ora almeno, solo in inglese. Secondo me e scritto pero, in un inglese facilmente comprensibile.

     

     

    @Elferer

    Se avessi la possibilità mi farei vedere da Hogan come si gioca a golf (tipo un ferro 1),

    chiederei  a Harvey Pennick (adoro i suoi libri) dei consigli sul mio swing,

    pero su delle statistiche e quindi le giuste considerazioni di quali, mi affiderei ad un professore

    di matematica che ha avuto accesso ai dati dei migliori giocatori del mondo!

    Aggiungo un altra frase del libro:

     

    If you can’t put, you can’t score,

    if you can’t drive, you can’t play.

     

    Da questo dico che il drive e il gioco lungo hanno un maggior impatto sul nostro score che

    il gioco corto e il put.

     

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