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wedge60.
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18 Gennaio 2018 alle 16:53 #21627
Si, ma i “momenti” come li definisci tu servono a costruire uno score. Se Mignuz avesse fatto quell’unico colpo e poi avesse chiuso il giro in 150 colpi non credo ne avrebbe un gran ricordo lo stesso…
Per altro lo avete detto voi che gli score si costruiscono con rattoni e rimbalzi fortunosi, i momenti lasciateli a me quando tiro palline in mezzo ai campi
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wedge60.
18 Gennaio 2018 alle 17:04 #21629No, li score si costruiscono anche con rattoni e rimbalzi fortunosi.
La cosa fondamentale che rende sballata la tua teoria è che il golf è lo sport di chi sbaglia meno, non di chi gioca meglio.
18 Gennaio 2018 alle 17:18 #21631Ti prego wedge mi fai leggere qualche articolo di questa visione oniristica del golf???
ho il dubbio che ci siano centinaia di milioni di praticanti che non abbia capito la reale essenza del golf.
E non capisco perché i giornali si ostinino a parlare di come giocare, far risultato etc etc e non della quint’essenza del golf.
È vero anch’io ho in bacheca la palla del primo eagle, ti assicuro che sono molto più emozionato quando guardò quelle delle gare sopra i 40 punti e spero presto di avere quella degli 80 colpi in gara. Quella se arriverà sarà il ricordo più bello
18 Gennaio 2018 alle 17:33 #21634A proposito cambi tu la voce Golf su Wikipedia?
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Golf
Non so perché ma anche questi qui non capiscono l’essenza del golf
si incaponiscono a dire che bisogna metterci meno colpi possibili a buca va e non dicono che l’essenza è giocare un 60 a corre…
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da
Bludiscus.
18 Gennaio 2018 alle 17:43 #21637
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Punti: 0Io sto con Wedge. Ma se lui si diverte anche (e non solo, sottolineo questo fatto perché questo c’è scritto nell’articolo, non altro) a girare senza contare i colpi esattamente perché lui sarebbe un pirla che non ha capito niente del golf e invece voi avete capito tutto?
Sono un po’ diffidente di chi sostiene di avere la verità in mano…
18 Gennaio 2018 alle 17:44 #21638Sono due cose completamente diverse: un conto è lo score, un conto è il colpo singolo.
Quel colpo me lo ricordo ancora (ma era un colpo davvero incredibile, uno su un milione…), quella gara è andata male e non ricordo neppure quanti ne ho tirati.
Ma se mi chiedi come ho giocato quella volta che ho fatto -2 in gara, mi ricordo ogni singolo colpo, anche brutto (ma efficace!)…e se mi chiedi se preferisco fare un altro colpo tipo quello o fare un altro 70 (basta anche un 72
) non ho dubbi: meglio il 70 (71, 72, 73….giù di lì insomma).Un’altra cosa.
Se penso al mio golf penso di più alle mie prestazioni in generale, non al singolo colpo.
Posso ricordare quel colpo, il drive stranamente lungo, l’eagle al par 5…ma se avvengono in un giro scarso non mi compensano l’incazzatura per il giro storto.
18 Gennaio 2018 alle 18:16 #21639Io sto con Wedge. Ma se lui si diverte anche (e non solo, sottolineo questo fatto perché questo c’è scritto nell’articolo, non altro) a girare senza contare i colpi esattamente perché lui sarebbe un pirla che non ha capito niente del golf e invece voi avete capito tutto? Sono un po’ diffidente di chi sostiene di avere la verità in mano…
salve.
la discussione sta prendendo toni filosofici , materia che
ignoro , la filosofia dico , avendo fatto l’ ITIS e non il classico : materia
che mi ha , in età avanzata , stuzzicato e quindi avendolo frequentato mi è venuto di seneca il
dilemma tra essere ed apparire e ho scovato questa :
“Nemo suum agit, ceteri multiformes sumus “, ovvero:
“nessuno si attiene a un solo ruolo, siamo tutti multiformi”. Egli dunque pensava che l’uomo desidera assumere sembianze diverse, quindi apparire in maniera diversa, senza voler assumere un solo ruolo.
può starci su come interpretare il golf?18 Gennaio 2018 alle 18:56 #21640Io sto con Wedge. Ma se lui si diverte anche (e non solo, sottolineo questo fatto perché questo c’è scritto nell’articolo, non altro) a girare senza contare i colpi esattamente perché lui sarebbe un pirla che non ha capito niente del golf e invece voi avete capito tutto? Sono un po’ diffidente di chi sostiene di avere la verità in mano…
Ma infatti anche io avevo premesso che se lui si diverte così, continui pure a farlo, ognuno si diverte come crede…sei “nuovo” e non ricordi le discussioni con wedge, che come suffisso ha 60 proprio perchè era il suo bastone preferito, che usava sempre quando era attorno al green.
Quando narrava delle sue gesta in campo, wedgesessanta scriveva più o meno così su un par 4 di media lunghezza:
Drive dal tee sul rough, ibrido corto, ferro 5 flappato, ferro 6 a bordo green, SESSANTAGRADI preso in testa e sono dall’altra parte del green, altro SESSANTAGRADI flappato, ancora SESSANTAGRADI ma corto, due put e NOVE colpi.
C’era chi (me compreso) diceva che magari, da bordo green, usando un ferro 9 a correre al posto del sessantagradi, magari invece che fare NOVE colpi avrebbe fatto 6 o 7, salvando la buca, ma a wedge non interessava: cercava l’approccio da goduria col 60° invece che di salvare la buca; solo che su 18 buche era forse uno l’approccio “decente”, mentre erano magari 20 i colpi persi per il 60°.
A wedge non importa del risultato e – come ho detto – se lui è contento così, sono contento per lui, a me non cambia nulla, a maggior ragione se il suo obiettivo non è quello di fare score.
Ma è altrettanto vero che è wedge che tenta di convincere gli altri che giocare a golf è come fare una sciata, mentre secondo me (e la maggior parte qui, mi pare) non sono cose paragonabili ed è anche l’approccio sbagliato al golf inteso come Sport.
Viene sottovalutata,anzi, non viene proprio presa in considerazione, la tenuta mentale e la concentrazione che è necessaria per ottenere uno score decente, che è parte fondamentale(ed anche la più difficile) nel nostro SPORT.
18 Gennaio 2018 alle 18:59 #21641Si, ma i “momenti” come li definisci tu servono a costruire uno score. Se Mignuz avesse fatto quell’unico colpo e poi avesse chiuso il giro in 150 colpi non credo ne avrebbe un gran ricordo lo stesso…
Per altro lo avete detto voi che gli score si costruiscono con rattoni e rimbalzi fortunosi, i momenti lasciateli a me quando tiro palline in mezzo ai campi

18 Gennaio 2018 alle 19:32 #21642A mio avviso finché non cambierà la concezione di questo sport in italia togliendo il puro agonismo e basta non cambierà il numero di praticanti…. Non è questione di rivitalizzare il forum o meno, è questione di vedere questo sport in modo ANCHE diverso… e non solo come uno sport con il minor numero di colpi perché se viene visto così molti arrivati al proprio limite smetteranno mentre molti hanno già smesso per questo motivo….

In realtà non è questione di agonismo, giochi per migliorare e giocare più vicino possibile al par. Tirare colpi senza contarli potrebbe andare forse bene per qualche volta, ma alla lunga diventerebbe un gioco noioso. Non credo che la gente non si avvicini al golf perché è troppo difficile e, se potesse, si accontenterebbe di pascolare sul campo tirando ferri a caso, ma ahimè le gare impongono altro. Semmai è la solita questione dei costi.
Il golf ha uno scopo, e senza avrebbe molto meno senso e sarebbe meno interessante. Il paragone con lo sci non tiene perché nello sci in sè non c’è lo scopo di fare una certa pista in un certo tempo, non c’è un par ed un handicap.
Detto questo, io sono meno seccato se in un brutto giro ho segnato qualche bel tiro e mi ricordo ancora come ero inc…ato quando si una tonnellata di rattoni ho fatto un rattone da 40 m con palla in buca e par! Diciamo che mi piacerebbe (e a chi no?) giocare bene e fare un punteggio decente. Sono convinto che questa logica in gara ha meno valore perché alla fine se vinci è quasi sempre per pochissimi punti. L’unica gara che ho fatto è stata una Lousiana e siamo arrivati terzi ma sarebbe bastato un punto in meno per trovarci pari merito con i quarti. Mi ricorderò il mio birdie da manuale da 9 m (il primo che facevo dal green e non da fuori), ma sarebbe sbagliato dire che è stato determinante dato che tutti i colpi hanno fatto cumulo, anche qualche brutto triplo bogey.
18 Gennaio 2018 alle 19:54 #21643Quando narrava delle sue gesta in campo, wedgesessanta scriveva più o meno così su un par 4 di media lunghezza: Drive dal tee sul rough, ibrido corto, ferro 5 flappato, ferro 6 a bordo green, SESSANTAGRADI preso in testa e sono dall’altra parte del green, altro SESSANTAGRADI flappato, ancora SESSANTAGRADI ma corto, due put e NOVE colpi.
C’era chi (me compreso) diceva che magari, da bordo green, usando un ferro 9 a correre al posto del sessantagradi, magari invece che fare NOVE colpi avrebbe fatto 6 o 7, salvando la buca, ma a wedge non interessava: cercava l’approccio da goduria col 60° invece che di salvare la buca; Fino a questa frase ero d’accordo con quelli che dicevano che girare senza contare i colpi è una cavolata… ma qui il discorso diventa molto diverso… A questo punto ha ragione chi parla di agonismo o meno… I colpi li conto sempre e comunque, vero, ma non per questo faccio scelte sagge nei colpi che tiro.
Esempio pratico la 14 di Prà delle Torri, che Bludiscus probabilmente conosce, green sull’isolotto a 165mt (circa). Lo so anch’io che se dal tee mi appoggio sul fairway prima dell’acqua con un approccio facile facile la chiudo in par o bogey al massimo, ma vuoi non provare il ferro diretto al green? Ci vado 1 su 7, ma state certi che su quel tee prendo il mio bel ferro 5 e lo provo. In gara come nel giro con gli amici.
La questione non è contare o no i colpi, la questione è diventata se il fatto di “fare score” a tutti i costi ci toglie il gusto di giocare certi colpi “per lo spettacolo”. E allora non capisco perchè tutto il forum gira con un drive in sacca visto che lo score lo si fa con i ferri e il putter e che si è detto mille volte che fa perdere più colpi di quanti ne faccia guadagnare (perdonate l’iperbole).
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Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da
Ar.
18 Gennaio 2018 alle 20:18 #21645Calma.
Un conto è la strategia di gioco e un conto è giocare “ad cazzum”.
Anche io è raro che non tiri in green ad un par 3 (in effetti, non ricordo di avere mai fatto un lay up dal tee) e sin dal primo giorno ho tentato di giocare le buche come andrebbero giocate, “sprecando” i colpi in più per recuperare gli errori dal tee o con il secondo colpo.
Ma ci sono fior fiore di prima categoria che, per motivi di lunghezza ridotta, giocano i par 4 lunghi in 3 colpi al green, tentando di recuperare il par con il put.
La 3 rossa del mio circolo è un par 4 con un fosso a circa 200 metri dal tee.
Io e molti altri tiriamo il drive e passiamo di volo il fosso: se tutto va bene ho in mano da un ferro 9 ad un sand di secondo.
Molti la giocano con ferro dal tee, altro ferro sul secondo “isolotto” e terzo al green. Secondo te è intelligente tirare il drive sapendo che 8 volte su 10 finirai nel fosso e dovrai droppare il terzo DIETRO il fosso?
Chiaro che è bello tirare il drive e prendere i par 4 in due.
Ma se non ce la si fa allora entra in gioco la STRATEGIA che insieme alla CONCENTRAZIONE e ripeto alla tenuta mentale è importante tanto quanto – se non di più – la tecnica
18 Gennaio 2018 alle 20:38 #21646Calma. Un conto è la strategia di gioco e un conto è giocare “ad cazzum”. […] Chiaro che è bello tirare il drive e prendere i par 4 in due. Ma se non ce la si fa allora entra in gioco la STRATEGIA che insieme alla CONCENTRAZIONE e ripeto alla tenuta mentale è importante tanto quanto – se non di più – la tecnica
Infatti è questo che intendevo… per te è giocare “ad cazzum”, per me è divertirmi. Ovvio che poi se mi metto a guardare che sono terzo ad un punto dal secondo e due dal primo penso che sono proprio cog@@@ne. Ah, se mi appoggiavo! Ah, se mi accontentavo di girare intorno al bosco! Ma non sarei io, perchè quel colpo “assurdo solo da pensare” è quello per cui gioco… Si, lo score è importantissimo, è la cartina tornasole del gioco. Certamente ne è lo scopo, ma in effetti forse non la, totale, essenza. IMHO!!!
La domanda che ti faccio è: il tuo score influenza i tuoi colpi? Mi spiego, il colpo da infarto che hai descritto qualche post sopra lo avresti tirato se in quel momento, a quel punto della gara, fossi stato in par sul campo? O avresti semplicemente ragionato?
Secondo te è intelligente tirare il drive sapendo che 8 volte su 10 finirai nel fosso e dovrai droppare il terzo DIETRO il fosso?
No! Non è intelligente, ma non per questo non lo provo! Altrimenti davvero il mio drive dovrebbe restare in sacca… Forse avrei un hcp più basso, è questione di punti di vista. Preferisco non fare gare, ma a volte non ci sono alternative… di sicuro non cambio il mio modo di vedere il golf perchè sono in gara… se mi viene in mente un colpo lo provo. Punto. Discorso diverso è se non hai le lunghezze per giocare certi colpi, ma penso che nessuno giochi colpi per arrivare a 180mt quando al massimo ne fa 110…
18 Gennaio 2018 alle 20:55 #21650A mio avviso finché non cambierà la concezione di questo sport in italia togliendo il puro agonismo e basta non cambierà il numero di praticanti….
io non ho nessuna verità è lui che afferma che l’”agonismo” è il male del Golf italiano.
Mignuz ha già scritto sufficientemente sull’approccio di wedge che non considera il golf ne come sport ne come gioco, ma come puro passatempo che dovrebbe dare soddisfazione anche solo facendo un bello swing o riuscendo a colpire la palla in modo casuale e fortuito. Il golf che sia sport o gioco consiste nel mettere la palla in buca nei minor colpi possibili e basta!!!
Se alla 14 di Pra delle torri cerchi di arrivare sull’isola con un colpo è giusto perché cerchi di migliorare per arrivare a chiudere con un par o magari un birdie anche se è molto difficile. Anzi è proprio giusto farlo !!!
Definire che io, che gioco a golf contando i colpi, sono la rovina del Golf italiano non lo accetto!!!
Se per lui il golf è solo la soddisfazione del colpo occasionale, non può venire a dire a me che gioco a golf secondo i canoni che sto sbagliando…
E ricordo che nei paesi dove il golf è più diffuso non è che si giochi senza “agonismo” andando a spasso per il campo. Anzi da noi ci sono le gare da loro se non ci sono scommesse sul risultato non vanno neanche a giocare.
18 Gennaio 2018 alle 21:14 #21651@ar guarda che wedge non ha detto “se lo score influenza il vostro gioco!!! “
Quello è un discorso completamente diverso, io in primis essendo una pippa non mi faccio condizionare troppo dallo score, ma dirto a tirare anche se so che ho scarsissime possibilità di riuscita. Ma dire che è sbagliato contare i colpi perchè impedisce lo sviluppo mi sembra piuttosto azzardato. Comprendo il neofita alle primissime armi che è soddisfatto di riuscire ad alzare la palla in campo, ma dopo quando uno ha un minimo di capacità si confronta con n il campo contando i colpi
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