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bigpitch.
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13 Maggio 2019 alle 12:55 #30577
Oltre a quanto detto da altri, sarei curioso di capire come tieni contro delle condizioni climatiche e in quale misura. Specie sui putt lunghi non son trascurabili
come detto si fa un test e si cronometra il tiro da 3m in base a quello si determina l’attrito. ipotizziamo ad esempio che si trovi un attrito da 13% allora si deve considerare che ogni tiro avra una salita teorica aggiuntiva del 2%. sembra complicato… ma utilizzandolo ho visto che è molto veloce e pratico… ma come ho già detto fondamentale è comunque puttare perfettamente diritto con la linea della palla puntata all’obiettivo calcolato.
In allenamento tutto ciò lo puoi fare siam d’accordo. Ma in gara come potresti fare una cosa del genere?
13 Maggio 2019 alle 13:12 #30578Non puoi, semplice.
Ti devi allenare a valutare a occhio, ed ecco che torniamo al ditino dell’Aim point
13 Maggio 2019 alle 13:24 #30579PS usare le dita SECONDO ME non è preciso perchè l’inerzia rotazionale diminuisce con la velocità quindi il disassamento laterale non può variare linearmente con la distanza ma in modo quadratico… mentre la prospettiva è lineare e quindi è un metodo troppo approssimato. se qualcuno è interessato… tengo dei corsi a Rimini…. 1500€ 3 lezioni….
(scherzo!!)approssimativo sicuramente, ma quando un giocatore come Scott, che non ha mai messo un putt in vita sua, l’ha usato per vincere il Master, qualche base scientifica l’avrà, forse?
Tutti calcoli che hai fatto, loro li hanno già studiati.
Hanno creato delle mappe super dettagliate di tutti i green del Pga, le hanno fornite ai giocatori accompagnate giornalmente dai dati dello stimpmeter.


Eppure i Pro si sono persi nei calcoli e hanno dovuto trovare un metodo alternativo e più pratico.
Per loro che conoscono esattamente le percentuali di pendenza e la velocità. Il metodo delle dita è molto veloce e sicuro, basta solo tararlo in base alla velocità dei green.
Per noi poveri cristi, bisogna imparare a “sentire” le pendenze, stimare la velocità e sperare di tirarla dritta…
13 Maggio 2019 alle 13:29 #30580ahh dimenticavo superato l’8% finiscono le dita… ma se hai l’8% di pendenza è già tanto se riesci a metterla data…
13 Maggio 2019 alle 14:18 #30581In allenamento tutto ciò lo puoi fare siam d’accordo. Ma in gara come potresti fare una cosa del genere?
prima della gara… fai un tiro da 3m sul green di allenamento e lo cronometri ed ecco che hai quello che ti serve…. il coeff di attrito lo ritieni costante su tutti i green
13 Maggio 2019 alle 15:03 #30582ESEMPIO DI CALCOLO per tranquillizzare Mt14 vi faccio un paio di esempi: tiro da 3m + 40cm con pendenza longitudinale nulla…. i punti sono 9, moltiplico la pendenza per 9 e ho i centimetri di deviazione. Quindi una pendenza del 5% comporta una deviazione all’altezza della buca di 45cm. Tiro da 2m + 30cm ho 6 punti. Quindi una pendenza del 4% comporta una deviazione all’altezza della buca di 24cm.
Posto che l’attrito può variare molto a seconda dello stimpmeter da campo a campo, non ho capito il passaggio dei “punti”.
In che senso da 3 metri ho 9 punti e da 2 metri ho 6 punti?
3 “punti” a metro?
13 Maggio 2019 alle 15:11 #30583senza pendenza longitudinale…. 3 punti a metro i primi tre metri poi 2 punti per altri tre e poi uno….
3-3-3-2-2-2-1-1-1-1…..
per considerare la pendenza longitudinale se in salita diminuisco la pendenza trasversale di 1 terzo della longitudinale e se in discesa la aumento di 2 terzi.
ad esempio trasversale 5% longitudinale 3% in salita allora il considero che il 5% diminuisce di uno…. e diventa 4%…. se in discesa allora il 5% aumenta diventadi 2 e diventa 7%….. e moltiplico per i punti
oviamente se ho cambi di pendenza devo considerare a tratti e sommare…..
semplice no?
13 Maggio 2019 alle 15:29 #30586Semplice sì
In realtà occorre essere bravi a fare molte cose:
- stimare la pendenza;
- stimare la salita/discesa;
- stimare l’attrito;
- calcolare esattamente la lunghezza del putt;
- calcolare esattamente i centimetri fuori dalla buca a cui mirare;
- fare le operazioni mentali per determinare il tutto
Tempo mio di valutazione per green: 18 minuti
Per quanto approssimativo ed empirico, in effetti i Tuoi calcoli sono simili al famoso aimpoint express.
Calcoli la pendenza con i piedi ( io normalmente trovo pendenze dall’1 al 4% massimo) e stimi con l’occhio dominante e le tue dita (anche lì occorre “tarare” la distanza a cui tenerle a seconda della grandezza delle dita) il punto a fianco all’asta a cui mirare.
Complimenti, comunque, non dubito che il tuo metodo sia preciso e studiato.
Potresti, seriamente, scriverlo e proporlo a qualcuno.
Edoardo Molinari o Brison Dechambeau non vedrebbero l’ora di leggerlo.
13 Maggio 2019 alle 15:39 #30587Edoardo Molinari o Brison Dechambeau non vedrebbero l’ora di leggerlo.
perchè secondo tenmolinari tira a caso?
mi raccomando…..
3-3-3-2-2-2-1-1-1
non dimenticate!
13 Maggio 2019 alle 15:42 #30588prima della gara… fai un tiro da 3m sul green di allenamento e lo cronometri ed ecco che hai quello che ti serve…. il coeff di attrito lo ritieni costante su tutti i green
facile…… peccato che per le regole NON lo puoi fare
13 Maggio 2019 alle 15:48 #30589lo puoi fare sul green di allenamento…
e comunque lo puoi tarare durante il gioco……
comunque adesso studio un metodo piu semplice per considerare l’ attrito…
incontentabili….
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Questa risposta è stata modificata 6 anni, 11 mesi fa da
bigpitch.
13 Maggio 2019 alle 16:48 #30592Apprezzo il tuo entusiasmo ma, come hai capito io sono il cagacazzi del gruppo.
comunque se lo fai sul green di allenamento…. vale 0, i green di pratica sono diversi da quelli di gara.
13 Maggio 2019 alle 16:53 #30593appositamente per voi ecco un metodo NEWTON semplificato per determinare variazioni di attrito:
ragioni sempre con 3-3-3-2-2-2-1-1-1-1-1–1 quindi con attrito 11% ma se durante la gara o altro ti accorgi che
il green è veloce aumenti di 2% le pendenze trasversali…
se ti accorgi che il green è lento allora le diminuisci del 1% le pendenze trasversali….
se qualcuno avesse voglia di cimentarsi mi farebbe piacere ricevere dei feedback
13 Maggio 2019 alle 17:35 #30597appositamente per voi ecco un metodo NEWTON semplificato per determinare variazioni di attrito: ragioni sempre con 3-3-3-2-2-2-1-1-1-1-1–1 quindi con attrito 11% ma se durante la gara o altro ti accorgi che il green è veloce aumenti di 2% le pendenze trasversali… se ti accorgi che il green è lento allora le diminuisci del 1% le pendenze trasversali…. se qualcuno avesse voglia di cimentarsi mi farebbe piacere ricevere dei feedback

Io ci provo anche, ma non ho ben capito la questione attrito.
Faccio due esempi: con green “Normale” ho 11% di attrito e vale la tua formula.
Sarebbe utile a che stimpmeter corrisponde l’attrito dell’11%, ma mettiamo caso che corrisponda ad un 8.
In quel caso, con una pendenza che reputo del 2% da 4 metri dovrei mirare 22 cm a sinistra/destra 2% x (3+3+3+2)?
Con un green veloce però (mettiamo 10 di stimpmeter) dovrei aumentare del 2% la pendenza, con il risultato che dalla stessa distanza dovrei mirare 44 cm a sinistra/destra
non mi sembra molto realistico oppure, come è molto più probabile, non ho capito un casso
13 Maggio 2019 alle 17:59 #30598il tuo riassunto è perfetto…. come tutte le semplificazioni peggiorano…..
la semplificazione che ho fatto in effetti considera una variazione esagerata… più plausibile
che ci si trovi con variazioni inferiori e quindi in caso di green veloce aumentiamo di 1% e in caso di green lento diminuiamo di 0.5%
quindi per andare al tuo caso con un green veloce dovrai mirare a 33cm ma è comunque un metodo troppo semplificato.
per fare un discorso più serio mi studio come funziona questo stimpter e utilizzo quel parametro visto che è quello utilizzato normalmente per definire la scorrevolezza del green.
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