L'amaro di una sconfitta

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    Certo che aprire i campi da golf a tutti senza neanche un minimo di conoscenza delle regole (e quindi “esame” che non è certo un roba da universitari, dato che ho conosciuto persone che hanno passato l’esame ascoltando semplicemente la spiegazione dell’arbitro federale la mattina dell’esame)… Temo l’anarchia assoluta, già ci sono problemi con quelli che l’esame lo hanno sostenuto…

    La strada poteva essere il tesseramento libero, ma non credo che faccia girare chissà quante persone in più.

    #22112
    wedge60wedge60
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    La soluzione poteva essere questa, ma di certo non stravolgerà il golf, la soluzione poteva essere quella, ma non cambierà i bilanci dei circoli, la Federazione dovrebbe fare pubblicità ma anche così non basterebbe, se ne dovrebbe parlare più in televisione ma questo di certo non porta milioni di giocatori al golf, si dovrebbero abbassare le quote e migliorare l’erba dei campi, si dovrebbe alzare la quota e diminuire i costi, si dovrebbe amare di più questo sport, si dovrebbe non criticare sempre e fare….

    Si dovrebbe, la soluzione, ma tutto non basterebbe, certo ma nemmeno rimanere sempre fermi a non fare nulla non cambia le cose…

    Se il campo in cui giochi e paghi poco, non ti soddisfa per il manto erboso cambi circolo e paghi il giusto per un prato sempre verde in ogni centimetro, se invece vuoi pagare poco e il campo bello beh allora anche tu come molti circoli vuoi vivere in un mondo che non è più quello attuale….

     

    Tutto e il contrario di tutto potrebbe funzionare come no, c’è però da fare qualche cosa.

     

    Anch’io sono dell’idea che si debba fare più promozione:

    • la Federazione dal canto suo, dovrebbe fare promozione al golf come sport
    • la Federazione dovrebbe spingere, con i suoi poteri e calci nel sedere, per far parlare almeno un pò di golf sulla TV (Rai o Mediaset)
    • i Circoli dal canto loro dovrebbero, sfruttando l’onda della promozione in TV e carta stampata della Federazione, fare pubblicità in locale, in modo da attirare e farsi vedere
    • Noi golfisti, facciamo quello che possiamo e vogliamo, se portiamo amici al golf (come dice Leroi non è detto che gli facciamo un favore) il nostro sport ne beneficerà
    #22119
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    Certo che aprire i campi da golf a tutti senza neanche un minimo di conoscenza delle regole (e quindi “esame” che non è certo un roba da universitari, dato che ho conosciuto persone che hanno passato l’esame ascoltando semplicemente la spiegazione dell’arbitro federale la mattina dell’esame)… Temo l’anarchia assoluta, già ci sono problemi con quelli che l’esame lo hanno sostenuto… La strada poteva essere il tesseramento libero, ma non credo che faccia girare chissà quante persone in più.

    Mah, ho qualche dubbio. Alla fine, se non parliamo di gare (per le quali ok il tesseramento e ok esame regole ecc), nel girare per un campo da golf non esistono norme di comportamento da studiare che non siano le medesime di una buona educazione che tutti dovrebbero avere: non disturbare gli altri, ripara quello che danneggi, non intralciare gli altri, ecc… roba che si dovrebbe imparare da mamma e papà più che sui libri delle regole del golf, e che se invece non hai imparato da piccolo nessun libro ti potrà insegnare :-)

    Voi mi direte che il problema è che l’italiano medio è un maleducato incivile, e avete probabilmente ragione, ma allora ricadiamo nel concetto che anche se gli fai studiare le regole rimane un maleducato incivile.

     

    #22124
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    Ho letto tutti gli interventi ….. cavolo  !!!! vedo di dire la mia, dato che ho lanciato la discussione e mi sento un po “colpevole” (anche se per consolarmi penso che da qualunque discussione/scambio di idee si traggono sempre utili informazioni per migliorarsi/imparare qualcosa)

    Per come la vedo io le responsabilità dell’insuccesso del Golf vanno così distribuite

    99% Circoli/addetti ai lavori  (Presidenti, Direttori, Segretari, Professionisti)  e FIG (ps io sono Presidente del circolo che rappresento)

    1% giocatori

    Secondo me non si può mai dare la colpa al cliente se un’attività/impresa non funziona, le cause vanno ricercate in chi gestisce e governa il sistema, quindi per quanto riguarda il Golf nei Circoli/addetti ai lavori  (Presidenti, Direttori, Segretari, Profesionisti)  e FIG … poi possiamo discutere sulla ripartizione delle colpe all’interno di questo gruppo, ma è un’altra questione.

    Del resto il golfista va dove gli conviene (o dove pensa sia più conveniente) e non ci trovo nulla di strano, è un diritto del cliente/consumatore scegliere ciò che ritiene più adatto, confacente, idoneo alle proprie esigenze.

    Non è inoltre in generale compito del cliente preoccuparsi se quell’offerta sarà sostenibile o meno dal circolo, il cliente è un fruitore ….. se il circolo offre la quota/gfee a X euro e lui la trova conveniente/confacente con le proprie esigenze ne usufruirà, se poi il circolo non ci stà con i conti è un problema del circolo che ha scelto quella strada/strategia/prezzo. In ogni ambito commerciale è così ….

    Detto ciò, comprendo la delusione e la rabbia di alcuni, specialmente coloro che conoscono personalmente posti e situazioni come quella del Golf Piacenza (premetto che non ho avuto modo di conoscere personalmente Elio e Lorenzo Vergari, ma ho sempre e solo sentito commenti positivi e pertanto sono doppiamente dispiaciuto per quanto successo), perché entra in gioco anche l’aspetto umano e affettivo per un posto e per delle persone che hanno dato tanto e che in qualche modo pagano delle politiche potenzialmente discutibili per lo sviluppo del sistema da parte di alcuni concorrenti, ma a maggior ragione non possiamo prendercela con i clienti/golfisti, casomai sono coloro che gestiscono le strutture che dovrebbero farsi delle domande, una volta che ho scontato la mia quota/il mio gfee, riuscirò a fare tornare i conti ?

    Secondo me le politiche di certi circoli palesemente improvvisate (non conosco nel dettaglio la situazione di Piacenza, ma mi riferisco al Piemonte), sono uno dei un problemi per la crescita del Golf, situazione ovviamente amplificata dal periodo di crisi ormai particolarmente lungo, ma spesso ho l’impressione che pochi circoli abbiano una politica commerciale dal quale partire per definire prezzi e servizi, spesso si fanno i prezzi a “muzzo” senza valutarne la sostenibilità/competitività ecc e poi si adattano i servizi a quello che posso fare

    Ci sono strutture che per caratteristiche tecniche, posizione geografica, abitanti in zona, turismo locale ecc sono “poco adatte” per il  pay &play (almeno fino a quando ci sono 80.000 tesserati) in tal caso (secondo me) si dovranno sviluppare politiche di un certo tipo per avere una base solida di “associati” e con quote che permettano al circolo di coprire i costi, ma per convincere un cliente a farsi socio devo sviluppare quei servizi/opportunità/convenzioni che possono interessare/essere utili e che quindi portino il potenziale cliente a ritenere conveniente “l’associarsi”,  un prodotto è buono/valido quando interessa al mercato, non quando io lo ritengo tale, se una quota mi da dei benefici che mi servono, posso valutare di farla, se così non è o quello che mi viene offerto nella quota non mi interessa “perché dovrei associarmi ?”

    Altre strutture sono invece adatte per il pay &play, altre per entrambi (e li è più facile stare in piedi :-)) e quindi si può ragionare/programmare/sviluppare politiche commerciali completamente diverse, si potranno quindi adottare politiche/soluzioni orientate allo sviluppo/utilizzo giornaliero della struttura.

    Detto ciò mi rendo conto che in certi casi ci va anche un po di fortuna, se il concorrente vicino adotta politiche di prezzi approssimate/suicide (che si paleseranno tali tra qualche anno) o il proprietario è un benefattore e non gli interessa rimetterci ogni anno XK euro, il danno io lo subisco subito con il rischio di non resistere per tutto il tempo necessario per far si che il mercato ritorni “più normale”. Sono pertanto dispiaciuto di quanto accaduto al Golf Piacenza, perché passione, professionalità e amore per il Golf sono stati spazzati via da un sistema talvolta “strano”.

    Il mio modestissimo pensiero è quanto esposto sopra, voglio però concludere spiegando perché all’inizio ho messo anche un piccolo 1% di responsabilità ai Golfisti .

    Io credo che sicuramente il mercato del Golf vada visto e gestito come un normale mercato (come detto sopra), ma il Golfista (specialmente quello che pratica/gioca molto) secondo me deve anche considerare che il mercato del Golf (che piaccia o meno) ha comunque una peculiarità che molti mercati non hanno e cioè la fruibilità, e come tutti i mercati legati anche alla fruibilità, richiede un “acquisto” un po più “consapevole”, salvo generare un danno anche per gli acquirenti stessi ….. se nel raggio di 10/20 km da casa mia ci sono molti circoli ….  no problem posso anche di anno in anno cavalcare l’occasione più favorevole, ma se vicino a me ci sono solo un paio di strutture X e Y e Y improvvisamente diventa Babbo Natale “regalando” tutto oltremisura, il rischio è quello di (se mi faccio attrarre dal canto delle sirene di Y) vedere sprofondare subito X e tra qualche anno anche il circolo “Y babbo natale” con il risultato che poi non avendo più strutture vicine o smetto del tutto di giocare o mi tocca fare poi molti km (e sostenere maggiori costi) per continuare a farlo.

    Questo è il mio modesto parere, poi non nascondo che personalmente adoro le persone che si “attaccano alla maglia” perché è piacevole e  gratificante per chi è dietro ad una scrivania, ma non si può pretendere che tutti la debbano pensare così anche perché non tutti hanno tempo/logistica a favore per sfruttare una quota e magari neanche gli interesserebbe la soluzione in se, c’è chi ha interesse ad avere un punto di riferimento e chi no, ognuno ha il sacrosanto diritto di scegliere la soluzione tra quelle offerte dal mercato, più confacente alle proprie esigenze, ma i circoli devono capire che un Golf Club è una impresa a tutti gli effetti e come tale va gestita in termini di politiche commerciali, sostenibilità dell’offerta, analisi dei rendimenti e comunicazione (sono davvero imbarazzanti alcuni siti web), altrimenti si danneggia se stessi, il mercato e preziose competenze come quelle del Golf Piacenza.

    Saluti e grazie per i Vs commenti/consigli

    #22132
    neromanneroman
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    Felice di vedere che la discussione sia tornata su binari civili. Il mio primo intervento non era polemico ma, quando vedo che i concetti sono percepiti in modo distorto e travisati completamente, perdo la pazienza.

    Leroi proprio la frase che hai messo in evidenza dovrebbe far riflettere sul fatto che l’articolo non esprimeva ciò che avete voluto intendere: quando una persona scrive “QUESTO HA CONTRIBUITO…” vuole intendere che, insieme ad altre cause, anche questa ha avuto la sua parte. Non è un accusa è una constatazione, magari amara come il tono dell’articolo, ma accettata come dato di fatto. E’ un po’ diverso dal concepirla come “Accusa nei confronti dei giocatori“. Tra l’altro il “questo” dell’articolo si riferisce anche alla frase appena precedente (costi di manutenzione e lotta al ribasso) che sono chiaramente problemi/responsabilità dei Circoli. 

    Siccome da anni Nextgolf percepisce ed è sensibile a determinati argomenti (esattamente come voi, ricordatevi che non siamo degli extraterrestri ma siamo giocatori come lo siete voi), essere così palesemente travisati fa oggettivamente INCAZZARE.

    Vogliamo negare che il golfista medio italiano esprime le stesse caratteristiche dell’italiano medio? Credetemi lavoriamo a contatto dei golfisti giornalmente e purtroppo le difficoltà che incontriamo sono proprio dovuto alla generale mancanza di rispetto verso qualunque cosa che non sia il proprio interesse (economico , di comodità , di pretesa di servizi eccellenti a costi fuori mercato).

    Nessuno nega l’evidenza, siamo preparati e consapevoli a questo (forse i Circoli un po’ meno), ma c’è un limite a tutto.

    Spesso i giocatori si iscrivono alle gare e poi, svegliandosi al mattino e vedendo due gocce di pioggia, si rigirano nel letto e nemmeno si sognano di avvisare che non ci saranno, magari anche solo con una scusa. Chiaramente non tutti fanno così, ci sono quelli che chiamano con scuse articolate (e noi, che di casi così ne gestiamo a decine, pensate che non ci sentiamo come i prof di scuola o i genitori che fanno finta di bersi la giustificazione?!?!?  :ko: )… Poi ci sono anche quelli onesti e corretti, certo non lo nego.

    La miseria umana non fa parte solo del golf, semplicemente lo ha inquinato. Noi che siamo “romantici e appassionati” abbiamo ancora l’ambizione di poter creare e di credere a un’isola felice , proprio grazie al golf, alla sua etichetta, alle sue regole. Su questo lavoriamo, cercando ogni volta di contrastare questo andazzo e queste abitudini. Spero condividiate con me questo atteggiamento, perchè un forum come il vostro o il blog Wegolfers che abbiamo appena aperto, possono fare molto in questa direzione. Fare capire la magia del nostro sport può essere fatto in mille modi: Il Piacenza Golf era un posto che ti faceva vivere questa magia e l’articolo esprimeva da un lato la sconfitta di tutti per questa chiusura, dall’altro puntava il dito sugli atteggiamenti sbagliati di molte parti in causa.

    Il Piacenza Golf non ha chiuso solo per le decisioni di abbandono dei giocatori, possiamo dire che queste sono state la conseguenza finale di un percorso pieno di scorrettezze (o di concorrenza aggressiva) dove i protagonisti non sono certo i giocatori. Poi questa è la mia opinione per quello che so e può essere anche non completamente precisa.

    Vorrei rispondere anche a Mignuz sulla sua considerazione a proposito dei nostri siti e delle nostre attività.

    Sarei decisamente preoccupato di quello che dici se avessimo venti iscritti. Ma dopo quattro mesi ne abbiamo oltre 500 e Sabato la gara di Gardagolf è Sold Out. Probabilmente sei tu che non ti sei approcciato alle pagine con sufficiente attenzione, come peraltro sottolinei. Chi è davvero interessato trova tutto. Non mi piace fare promozione in casa d’altri ma siccome ne hai parlato tu, ti suggerisco un paio di cose:

    I siti da visitare sono due. Il primo distribuisce news  e aggiornamenti, il secondo è più tecnico, con classifiche, regolamenti e Calendario gare (facilmente consultabile sia da fisso che da mobile).

    Sono, soprattutto il secondo, ancora in fase di sviluppo. Arriveremo a offrire servizi molto accattivanti, il profilo personale del giocatore con le sue statistiche, le sfide (se vi ricordate Webgolf…qualcosa di simile) e una marea di competizioni basate sulla stagione di gare da voi normalmente giocata. Registrarsi al sito è gratis e sarà così per sempre. Entrare in competizione per il World Amateur costa 40 euro e offre poi molte agevolazioni. Lo spot è terminato è mi scuso con il padrone di casa per questa intrusione dettata solo dal voler precisare alcuni punti.

    Buon golf a tutti !

     

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da wedge60wedge60.
    #22133
    neromanneroman
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    Ho pubblicato il mio intervento senza aver letto prima quello di Dario, che condivido al cento per cento.

    #22134
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    Come non quotare cotanta saggezza?  :quoto:   :up:

    #22135
    LeroiLeroi
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    Ciao Dario,

    grazie per il tuo bell’intervento. mi trovo però a dover difendere il mio punto di vista; trovo infatti un contrasto tra questo:

    Secondo me non si può mai dare la colpa al cliente ….. è un diritto del cliente/consumatore scegliere ciò che ritiene più adatto, confacente, idoneo alle proprie esigenze. Non è inoltre in generale compito del cliente preoccuparsi se quell’offerta sarà sostenibile o meno dal circolo, il cliente è un fruitore ….. se il circolo offre la quota/gfee a X euro e lui la trova conveniente/confacente con le proprie esigenze ne usufruirà, se poi il circolo non ci stà con i conti è un problema del circolo che ha scelto quella strada/strategia/prezzo. In ogni ambito commerciale è così ….

    e questo:

    il Golfista (specialmente quello che pratica/gioca molto) secondo me deve anche considerare che il mercato del Golf (che piaccia o meno) ha comunque una peculiarità che molti mercati non hanno e cioè la fruibilità, e come tutti i mercati legati anche alla fruibilità, richiede un “acquisto” un po più “consapevole”, salvo generare un danno anche per gli acquirenti stessi ….. se nel raggio di 10/20 km da casa mia ci sono molti circoli …. no problem posso anche di anno in anno cavalcare l’occasione più favorevole, ma se vicino a me ci sono solo un paio di strutture X e Y e Y improvvisamente diventa Babbo Natale “regalando” tutto oltremisura, il rischio è quello di (se mi faccio attrarre dal canto delle sirene di Y) vedere sprofondare subito X e tra qualche anno anche il circolo “Y babbo natale” con il risultato che poi non avendo più strutture vicine o smetto del tutto di giocare o mi tocca fare poi molti km (e sostenere maggiori costi) per continuare a farlo.

    Nella seconda parte citata, infatti, sostieni la responsabilità del cliente golfista, benchè minima, perchè dovrebbe essere razionale, dovrebbe fare dei ragionamenti, che invece non fa, o fa solo in parte.

    Il golfista consumatore, al pari dei consumatori di qualunque bene o servizio, non è mai quello che vorremmo che fosse, neanche al 1%. Certo, potranno esserci golfisti che razionalmente valutano le offerte economiche dei circoli considerando anche gli aspetti di sostenibilità di lungo periodo, ma non sono migliori degli altri, sono semplicemente diversi. Hanno magari una scala di valori diversa (nè meglio nè peggio), bisogni da soddisfare diversi, dei parametri di valutazione diversi, gradi di lungimiranza o di opportunismo diversi. Per questo non riesco a dare neanche un 1% di responsabilità ai golfisti. Non può essere colpa loro se sono in un modo piuttosto che in un altro, e comunque diverso da quello che il circolo vorrebbe, mentre è sempre responsabilità dei Circoli (insieme a tutti i soggetti da te elencati) il non riuscire con la propria offerta a intercettare quei bisogni, e si si è molto bravi addirittura ad instillare nei golfisti clienti dei bisogni che si sa di poter soddisfare appieno.

    @ Neroman: abbi pazienza, ma – ipotizzzo, sperando di non offendere – l’articolo non è scritto in maniera chiara, magari perchè buttato giù di getto sull’onda dell’emozione, se la mia chiave interpretativa è stata la stessa della maggioranza degli intervenuti.

     

     

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da LeroiLeroi.
    #22136
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    Lo spot è terminato è mi scuso con il padrone di casa per questa intrusione dettata solo dal voler precisare alcuni punti.

    La querela la farò a Mignuz che ti ha “invitato” a farti pubblicità  :lol:   :lol:   :lol:

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    #22139
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    trovo infatti un contrasto tra questo:

    Secondo me non si può mai dare la colpa al cliente ….. è un diritto del cliente/consumatore scegliere ciò che ritiene più adatto, confacente, idoneo alle proprie esigenze. Non è inoltre in generale compito del cliente preoccuparsi se quell’offerta sarà sostenibile o meno dal circolo, il cliente è un fruitore ….. se il circolo offre la quota/gfee a X euro e lui la trova conveniente/confacente con le proprie esigenze ne usufruirà, se poi il circolo non ci stà con i conti è un problema del circolo che ha scelto quella strada/strategia/prezzo. In ogni ambito commerciale è così ….

    e questo:

    il Golfista (specialmente quello che pratica/gioca molto) secondo me deve anche considerare che il mercato del Golf (che piaccia o meno) ha comunque una peculiarità che molti mercati non hanno e cioè la fruibilità, e come tutti i mercati legati anche alla fruibilità, richiede un “acquisto” un po più “consapevole”, salvo generare un danno anche per gli acquirenti stessi ….. se nel raggio di 10/20 km da casa mia ci sono molti circoli …. no problem posso anche di anno in anno cavalcare l’occasione più favorevole, ma se vicino a me ci sono solo un paio di strutture X e Y e Y improvvisamente diventa Babbo Natale “regalando” tutto oltremisura, il rischio è quello di (se mi faccio attrarre dal canto delle sirene di Y) vedere sprofondare subito X e tra qualche anno anche il circolo “Y babbo natale” con il risultato che poi non avendo più strutture vicine o smetto del tutto di giocare o mi tocca fare poi molti km (e sostenere maggiori costi) per continuare a farlo.

    Nella seconda parte citata, infatti, sostieni la responsabilità del cliente golfista, benchè minima, perchè dovrebbe essere razionale, dovrebbe fare dei ragionamenti, che invece non fa, o fa solo in parte. Il golfista consumatore, al pari dei consumatori di qualunque bene o servizio, non è mai quello che vorremmo che fosse, neanche al 1%. Certo, potranno esserci golfisti che razionalmente valutano le offerte economiche dei circoli considerando anche gli aspetti di sostenibilità di lungo periodo, ma non sono migliori degli altri, sono semplicemente diversi. Hanno magari una scala di valori diversa (nè meglio nè peggio), bisogni da soddisfare diversi, dei parametri di valutazione diversi, gradi di lungimiranza o di opportunismo diversi. Per questo non riesco a dare neanche un 1% di responsabilità ai golfisti. Non può essere colpa loro se sono in un modo piuttosto che in un altro, e comunque diverso da quello che il circolo vorrebbe, mentre è sempre responsabilità dei Circoli (insieme a tutti i soggetti da te elencati) il non riuscire con la propria offerta a intercettare quei bisogni, e si si è molto bravi addirittura ad instillare nei golfisti clienti dei bisogni che si sa di poter soddisfare appieno.

    sarebbe 0% se fosse un mercato non legato alla fruibilità (io l’ho definito così …. forse non sono stato molto chiaro), ma … ho provato a spiegare il concetto nella frase ….

    Io credo che sicuramente il mercato del Golf vada visto e gestito come un normale mercato (come detto sopra), ma il Golfista (specialmente quello che pratica/gioca molto) secondo me deve anche considerare (e da qui l’1%) che il mercato del Golf (che piaccia o meno) ha comunque una peculiarità che molti mercati non hanno e cioè la fruibilità, e come tutti i mercati legati anche alla fruibilità, richiede un “acquisto” un po più “consapevole”, salvo generare un danno anche per gli acquirenti stessi

    Poi ovviamente ognuno ha il suo punto di vista e poi 0% o 1% sono molto vicini  :up:

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da ASDGolfPineroloASDGolfPinerolo.
    #22141
    neromanneroman
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    Lo spot è terminato è mi scuso con il padrone di casa per questa intrusione dettata solo dal voler precisare alcuni punti.

    La querela la farò a Mignuz che ti ha “invitato” a farti pubblicità :lol: :lol: :lol:

     

    Sarei in ogni caso a credito da anni…  :cappellino:

    #22142
    wedge60wedge60
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    Sarei in ogni caso a credito da anni…

    Su next non ho mai pubblicato link, l’ho fatto su GA che aveva più traffico…. adesso le cose si sono invertite allora, ma rimaniamo in tema sulla discussione   :cappellino:

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da wedge60wedge60.
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    #22145
    wedge60wedge60
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    L’intervento di @ASDGolfPinerolo è perfetto…. ma siamo sicuri che dietro ci sia un Presidente di circolo italiano ??  :lol:   :lol:   :lol:

    Ce ne sono pochi così e con questa mentalità, magari faticano anche loro come tutti con il circolo, ma se ce ne fossero di più il golf nostrano navigherebbe in acque più serene….

    • Questa risposta è stata modificata 8 anni, 2 mesi fa da wedge60wedge60.
    #22147
    neromanneroman
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    Neroman: abbi pazienza, ma – ipotizzzo, sperando di non offendere – l’articolo non è scritto in maniera chiara, magari perchè buttato giù di getto sull’onda dell’emozione, se la mia chiave interpretativa è stata la stessa della maggioranza degli intervenuti.

    L’inclinazione di un gruppo a consolidare convinzioni errate è facile da costruire, ci si convince di una cosa sulla base dei giudizi anche degli altri, una sorta di “effetto gregge”.  C’è molta leggerezza quando si leggono le cose. Ho riqualificato il pensiero nel mio ultimo intervento, spero che basti.

    Sulla responsabilità dei giocatori io non sarei così tenero… I Circoli hanno clamorosamente calato le braghe di fronte a richieste sempre più aggressive… i giocatori che formano il mercato attuale sono la causa principale, non per colpa loro ma dei Circoli che hanno ceduto.

    Mi spiego meglio: Io sono per lo sviluppo dei numeri e per l’apertura del golf a tutti. Ma le strutture Low cost devono essere presenti sul mercato con servizi sostenibili rispetto a una proposta low cost. Mentre i Circoli prestigiosi devono mantenere tariffe più alte.

    Qui invece i Circoli prestigiosi vendono sotto costo creando due cose:

    1. aspettativa di poter usufruire di un servizio eccellente a basso costo
    2. distruzione dei margini per i Circoli piccoli che così soffocano

    In questo senso va vista la colpa di un mercato (peraltro inesistente). Perchè se ci fossero i numeri tutto tornerebbe in equilibro. I Circoli importanti avrebbero la lista di attesa e non dovrebbero offrire i loro green fee low cost e i circoli più modesti potrebbero offrire il loro servizio a costi sostenibili, per loro e per i clienti.

    Ma quando io giocatore posso andare nel Circolo di campionato giocando gara e green fee a 50 euro è chiaro che sfrutto l’occasione… ma senza esserne consapevole sto contribuendo ( CONTRIBUENDO INSIEME AGLI ALTRI) a distruggere il settore.

    #22148
    ASDGolfPineroloASDGolfPinerolo
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    L’intervento di @asdgolfpinerolo è perfetto…. ma siamo sicuri che dietro ci sia un Presidente di circolo italiano ?? :lol: :lol: :lol: 

    Ebbene si , maledetto carter, mi hai scoperto anche questa volta, non sono Dario, ma sono Bartolomeo Pestalozzi di Pinerolo

    :lol: :lol:

    ps  wedge io non sono nessuno, ho iniziato a giocare a Golf nel 2004 (e sono pure scarso) e dal 2007 con un branco di matti gestisco il Golf Pinerolo, ma ho conosciuto persone molto più competenti e capaci … a volte è anche questione di fortuna

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