La protezione della Casa Reale
Nel corso del XVI secolo il gioco andò consolidandosi nelle regioni della costa orientale della Scozia e da qui iniziò a diffondersi anche al di là dei suoi confini.
A quest’epoca il golf aveva raggiunto un livello di rispettabilità fra i ceti più elevati della società.
Certamente veniva praticato da Giacomo VI di Scozia, prima che questi accedesse al trono inglese con il nome di Giacomo I, nel 1603.
Un’illustre appassionata di golf fu anche sua madre, Maria di Scozia. Tuttavia l’interesse della casa reale di Scozia nei confronti del golf risale ad epoche ancora più antiche.
Risulta che il golf fosse praticato nelle regioni settentrionali fino addirittura a Montrose e che da tali regioni si sia spostato più all’interno, in direzione di Perth, all’inizio del XVI secolo, portatovi probabilmente dal re Giacomo IV.
Nipote del sovrano scozzese che per primo aveva tentato di mettere al bando il gioco, Giacomo IV aveva cercato a sua volta di indurre gli scozzesi ad abbandonarlo, con il risultato però di convertirsi lui stesso a tale pratica.
Dal 1502 sono numerose le fatture pagate dalla tesoreria della corona per l’acquisto di palline da golf e addirittura per il pagamento delle scommesse perse durante le gare.
La particolarità dei campi in questi periodi era la loro ubicazione, infatti sorgevano su terreni pubblici ed i muri, i fossati e gli alberi facevano parte del percorso, i golfisti si mischiavano così ai giocatori di cricket ed a chi preferiva le corse a cavallo.
Il caos era inevitabile ed i primi caddie venivano assunti per guardare le palle e fare largo in mezzo alla folla.
Per vedere un caddie portare la sacca si dovrà attendere fino al 1870 quando furono inventate le prime sacche da golf.
La diffusione del golf in Scozia
Grazie a questo interesse da parte della corona il golf riuscì a diffondersi nelle regioni della Scozia e, da ultimo, anche oltre i confini del Paese.
I primi centri del golf erano sempre collegati con la casa reale o, nel caso di St. Andrews, con due altri pilastri della società scozzese: la scuola e la Chiesa.
St. Andrews, infatti, è la più antica sede universitaria di Scozia e una potente roccaforte della Chiesa.
La capitale di Scozia, Edimburgo, era il quartier generale della corte; il golf fioriva nei dintorni della città e lo stesso avveniva in altre città, ad esempio Dunfermline e Perth, dove sorgevano palazzi reali.
Il vescovo di Galloway, anch’egli appassionato di golf, fu forse il responsabile della diffusione del gioco nelle regioni sudoccidentali del Paese; altro giocatore di spicco fu il marchese di Montrose.
All’inizio del XVII secolo, il golf era attivamente praticato dal sudest del Paese fino all’estremo nord, nelle remote e ventose isole Orkney, dove si ritiene sia stato introdotto da David Monteith e James Dickson.
Malgrado la popolarità del golf, ci vollero ben 150 anni prima che si potesse pensare a una struttura organizzata di questo sport.
Non mancava certo agli appassionati del golf lo spazio per giocare: dall’estremo nord di Wick, nella regione di Caithness, fino a Edimburgo, la costa orientale scozzese offre chilometri di “links”.
Questo si formò a partire da vaste distese di sabbia lasciate dalle acque del mare nel corso dei secoli.
I corsi d’acqua, gettandosi nel mare, depositavano detriti e semi vegetali. I venti che soffiavano verso le coste ammucchiavano la sabbia in forma di grosse dune, in costante movimento finchè le erbe selvatiche vi si radicarono e le resero stabili e permanenti.
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Parliamo di bunker, argomento spesso trattato in club house con amici e maestri, uno delle maggiori difficoltà nel gioco del golf da quelli di percorso a quelli profondi di fianco ai green ma vediamo come sono fatti.